2. ASCOLTO PROFONDO: Un Percorso verso lo Stato Contemplativo non-duale

L’ascolto vivo e profondo, l’attenzione vigile, l’osservazione costante conducono ad uno stato di Presenza, che possiamo definire Coscienza Pura, o lo stato dell’Essere autentico e spontaneo.

E’ la soglia per accedere ad uno stato di coscienza meditativo e introspettivo: accompagna ad un rilassamento sempre più profondo, invita ad un’esplorazione di se stessi e del mondo circostante.

Essere Ascolto è la condizione del divenire consapevoli e coscienti, in altre parole Essere Presenti e disponibili a lasciarsi semplicemente Essere.

Riposare nell’Ascolto e nella Presenza dell’Essere, lasciando che le cose semplicemente accadano.

A chi è rivolto

La pratica di questo non-metodo è adatta a chiunque, specialmente a quel tipo di persona la quale si è più volte accorta di essere stressata, stanca, confusa, ansiosa, triste o arrabbiata, oppure che si trovi in una qualunque situazione di infelicità emotiva o psicofisica e si senta schiacciata dalla quotidianità. Altresì a quella tipologia di persone che sta cercando una personale strada di riscoperta e rinascita, che senta il richiamo verso “un qualche cosa” che aiuti ad un ascolto e scoperta di se più profonde, interiore o spirituale; che ricerchi una pratica  di supporto ad un’ ulteriore lavoro su se stessa; allo scopo di sviluppare il proprio potenziale umano.

Così, immersi in uno stato di Quiete contemplativa, fluidi nel flusso della vita, senza intervenire senza modificare nulla, si comincia a poco a poco a diventare consapevoli di Se stessi (partendo dal proprio corpo) aprezzando l’eliminazione dei conflitti, dei contrasti, divenendo coscienti di tutte le corazze e sovrastrutture che ci limitano, coscienti di tutte le tensioni e schemi che impediscono di essere spontanei, naturali: impediscono d’essere “Se” stessi.

Che cosa è:

“L’Ascolto Profondo innanzi tutto è un gesto, un’asana mentale, che suggerisce la maniera di predisporsi ad ascoltare, a rendersi disponibili ad ascoltare:  ascoltare con i sensi e con il Cuore in un’esperienza molto affine allo Tantrismo delle energie sottili o certe pratiche Taoiste. “Ascoltare, inizialmente il proprio corpo: respirare e abbandonare ciò che è inutile, accogliendo ogni sensazione per ciò che è, tralasciando il giudizio estetico dimenticandosi della mente, consentendo alle vibrazioni del corpo (nella pratica agita – eseguita – è presente anche il suono) e del silenzio, di espandersi nello spazio attorno e poi dentro di noi: come un respiro, come un’onda. E’ a tutti gli effetti un’esperienza percettiva in stato meditativo: un viaggio nell’abbandono, nell’arrendersi che orienta e accompagna a quel “lasciare la presa” (delle tensioni, dei conflitti, delle contrarietà, del disagio), che permetta a chiunque un rilassamento sempre più profondo, meditativo, riequilibrante, rigenerante. Si impara ad ascoltare il proprio respiro, le vibrazioni del corpo oltre a quelle del suono e del silenzio, accogliendo ogni pulsazione per ciò che è. Scendendo gradualmente in profonde meditazioni corporee deposte e dinamiche, si entrerà in un Ascolto non-duale (privo di differenziazione, di contrapposizione) e  Biodinamico (mutevole e in divenire) di sé sino a raggiungere stati di rilassamento profondo e possibili esplorazioni di coscienza.

Un possibile rimedio, una cura possibile.

Ascoltare profondamente conduce ad una consapevolezza trascendentale, dove ascoltare e meditare possono divenire il “medicare” corpo, mente e spirito”.

C’è un modo di stare bene che riguarda la persona, tanto il corpo fisico quanto l’interiorità. Si costruisce giorno per giorno e si basa sull’ascolto della sensazione, dell’esperienza.

La flessibilità del corpo plasma la mente. Durante un rilassamento profondo il nostro cervello entra in uno stato di coscienza caratterizzato dalla frequenza di onde alfa (visibili attraverso un EEG), accedere a questo stato è come attraversare un portale tra il nostro inconscio ed i nostri stati di veglia. Lo superiamo sempre relativamente in fretta al momento di addormentarci o al risveglio. L’evento hipnagogico ( che io definisco Hypnayogico) di un Ascolto Profondo permette di porci in questo stato e di rimanervi; ciò consente, al momento del ritorno allo stato di veglia effettiva, di vedere “delle cose” di contattare informazioni depositate nell’inconscio. Percepiamo le nostre tensioni, i nostri traumi, le nostre “esperienze non digerite”. Queste pratiche nel tempo condurranno ad esperienze di stati di rilassamento profondi, di possibili espansioni di coscienza e di consapevolezza, donando benessere e salute.

Utilizzando metodi provenienti dalla Tradizione del Tantra Yoga, della Biodinamica della Bioenergetica e della Psicologia Transpersanale, della Terapia delle Polarità e dell’ Anatomia Esperienziale, esplorando il respiro ed il movimento consapevole è possibile rientrare in contatto con i propri sensi e la tattilità, la sensorialità finalmente diviene Presenza nella semplicità e spontaneità. Le emozioni diventano sempre più intense e risvegliando la nostra vitalità, liberando il corpo e concedendogli di esprimersi con il proprio linguaggio più naturale. Attraverso le mie lunghe ricerche, posso oggi affermare che con il comparire di frequenze elettromagnetiche, tipiche di particolari stati del sistema nervoso (alfa e anche teta), associate a stati di quiete, di profondo rilassamento e/o meditazione, intensamente manifeste nella pratica dell’Ascolto Profondo, si sono nel tempo realizzate delle guarigioni spontanee.

Quale esperienza si incontra nella Pratica di Ascolto Profondo? (ossia la pratica sviluppata attraverso l’Ascolto, la Presenza e la Quiete, il suono e il silenzio).

Generalmente noi siamo pieni dei nostri pensieri ed i nostri pensieri sono pieni del nostro passato e protesi verso il futuro. In una certa maniera noi siamo sempre pieni di noi e quindi non abbiamo spazio per ascoltare ciò che è di fronte a noi; sia un’esperienza, un’emozione o sia una persona. L’Ascolto inizia a sorgere nel momento in cui lentamente  lasciamo andare i pensieri, i giudizi; così la presenza neutrale permette di creare spazio dentro noi stessi. Nell’ascolto si coglie come l’essenza dell’Universo sia il ritmo binario (contrazione ed espansione, inspiro ed espiro, sistole e diastole, positivo e negativo) eternamente in armonia. Le cellule pulsano, il cuore batte, tutti gli organi hanno un ritmo specifico, la coscienza stessa è un’onda vibratoria che fa parte della legge di simmetria e d’opposizione. Nella misura in cui s’incarna sensibilmente, il ritmo illumina lo spirito e diviene  il luogo di congiunzione della psiche e del corpo. Ma il luogo da cui proviene la pulsazione è il Silenzio: la Quiete. La fonte della vita. Ed è quello che si va a contattare nell’Ascolto… l’esperienza della profonda quiete interiore ci riconnette con un’energia primaria che diviene presenza tangibile nel corpo sensitivo che andrà ad apprezzarla in un profondo stato di sospensione, di benessere e beatitudine.

Nella pratica dell’Ascolto Profondo ad un certo punto il nostro corpo denso viene trasceso, abbandonato e avviene un cambiamento: tralasciando la parte razionale, tralasciando ogni cosa che fa parte del consueto avviene qualche cosa di imprevedibile di non programmabile, c’è l’incontro con il nostro “corpo sottile”. Da qui l’esplorazione viaggia su piani diversi da quelli ordinari, non resta attaccata a quei meccasismi  abitudinari, alle consuetudini che ci tengono legati al pensare al passato o proiettarci verso il futuro. Noi ascoltando entriamo nel silenzio, entriamo nella sacralità dell’esistenza, nella vibrazione silenziosa che è la Vita. Riconosciamo l’Uno o se più vi piace l’Oneness: laTotalità.

“Il suono, attraverso la vibrazione, facilita la percezione dell’energia. Il suono fa risuonare il corpo-fisico nelle sue più intime strutture; mentre sul corpo-emotivo fa percepire la manifestazione dell’emozione, della densità e la libera, restituendo la leggerezza.” Jean Klein maestro nella trasmissione  dello Yoga nonduale del Kashmir secondo la tradizione shivaita.

concludendo

La pratica di Ascolto Profondo, lo Yoga dell’Ascolto, la Contemplazione, la Meditazione e la Biodinamica Corpo-mente  sono esperienza sentita, soltanto ed unicamente esperienza vissuta nel momento Presente! La Presenza nella Quiete naturale! L’Ascolto nonduale!

E non c’è nulla da fare, soltanto c’è da divenire disponibili, disponibili al lasciarsi Essere ciò che si E’!

Franco Hindie Mignone