esplorare il mondo: guarda, ascolta, mira, senti, intuere

In una lettera ad Agnese di Praga santa Chiara riproduce lo schema trinitario che da Platone alle Upanishad, da Ugo di San Vittore a Thomas Merton, dai monaci buddhisti dei primi secoli agli ultimi, hanno tutti, in una forma o un’altra, seguito. Lei ci parla di questi tre passi, – processi – per cui si arriva alla vera vita: intuere, considera, contempla o nobilissima regina; che stanno a significare: guarda, ascolta, medita, contempla, intuisci…

Noi, che sappiamo tante cose e abbiamo tante macchine al nostro servizio, abbiamo dimenticato forse l’unica parola che è l’arte del vivere, non abbiamo ancora imparato a vivere con  gioia. Senza la vita non si puo’ vivere ed è la vita, questo valore primordiale divino che noi abbiamo perso; perciò ci arrabbiamo e godiamo per tante cose che facciamo o che non possiamo fare. Ma sembra che l’esperienza gioiosa della vita ci sia vietata. Siamo cosi indaffarati dalle tante buone cose che facciamo che la “realtà più profonda”, più fondamentale ( ma anche più elementare, come il gesto di respirare, segno di vita e di spiritualità)  pare che ci sfugga. La contemplazione la quiete ed il silenzio ci fanno scoprire la pienezza della vita.

Lo schema è lo stesso, da Platone in poi ci sono tre grandi momenti che noi forse in questo processo di voler accelerare tutto abbiamo dimenticato. Primo: guarda, ascolta, mira, senti, intuere: senza cura della vita dei sensi, senza un rapporto di unione con tutto il mondo materiale, senza una consapevolezza della nostra sacralità, senza aver superato l’alienazione che comincia dal nostro corpo e continua con il corpo dell’altro fino a tutto il resto del mondo materiale, non si può avere una vita pienamente consapevole. Godere la sensualità piena per ritrovare questa dimensione tante volte menomata, meno apprezzata, caduta nell’oblio o nell’adorazione in tutti gli estremi di tutto il mondo materiale, di tutta la vita dei sensi, di tutta la bellezza. Chi non è un innamorato del mondo della materia, chi non è sensibile alla bellezza che è sempre dei sensi, non potrà poi ne’ estrapolare, ne’ saltare, ne’ fare qualsiasi altra cosa e tutto allora diventerà una specie o di alienazione o di astrazione o di parole vuote. Mira, guarda, innamorati delle cose belle, dei fiori, di tutto; mira, guarda, intuere, o nobilissima regina, guarda intorno a te, non aver paura di niente. Senza l’intuizione, senza la giusta attenzione della vita dei sensi, distaccandoci dal’esclusiva identificazione con tutto il mondo materiale, cominciando con il nostro corpo: io non ho un corpo, sono corpo. Attraverso il corpo posso  esperienziare la vita, capire che io sono tante altre cose, ma sono, siamo in contatto con noi attraverso la materia, siamo in contatto con la terra e con l’universo. E’ un passo, ma soltanto il primo….per la comprensione, anzi la conoscenza della sensitività metafisica, che a questo punto della nostra ricerca potremmo anche nominare, di matrice Tantrica.

Franco. H.  il tantrika

“Se vuoi raggiungere l’infinito,

approfondisci ogni aspetto del finito.

Se vuoi rinfrescarti nella totalità

devi scoprire l’intero nei più minuscoli dettagli di ogni cosa”.

Johann Wolfgang von Goethe


donmccullin1969-uomo-selvatico

DonMcCullin1969 Uomo selvatico

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