cosa sono gli Ascolti Profondi? Quelli sonori…

Gi Ascolti Profondi detti anche Sonic Meditation (già celebri in USA negli anni ’70) devono molto alle pratiche di “ricerca del se” ed a quelle di meditazione… Quando colui che percepisce ed il percepito sono due, l’ego continua nella sua funzione differenziatrice impedendo alla piena creatività della percezione di emergere. Il principio di non-differenziazione, già enunciato nelle tradizioni non-dualistiche, cerca di rompere i limiti tra colui che percepisce (inteso come soggetto) e il percepito (oggetto). L’interpretazione dei due in modo unico e non disgiunto farà nascere nella mente armonia e creatività. Gli esecutori dei suoni (ipertoni) e della ”musica organica” (la musica come organismo vivente) che costituiscono gli Ascolti Profondi attingono dalla musica orientale come nelle “improvvisazioni meditative”  o ai riferimenti pitagorici della “Musica delle Sfere”. Nelle tecniche con l’utilizzo della voce generalmente queste sono basate sul controllo del respiro attraverso toni lunghissimi che si alternano con fratture improvvise: la voce umana sostiene un tono finche’ lo ritiene, poi ne sceglie un altro, senza per questo dover seguire un percorso continuo, questo prevede una conoscenza di procedimenti tonali “alternativi” (per esempio, la serie dei sovratoni) detti Overtones che sono gli aspetti fondanti del “canto armonico”.

“Secondo la Tradizione vedica, il suono più profondo e reale in assoluto è il Pranava, la sacra sillaba OM; essa è composta dai suoni-lettere A, U ed M indicanti, nell’essere individuale (jiva) come nell’essere universale (Ishvara), tre precisi stati di coscienza – veglia, sonno con sogni, sonno profondo senza sogni –, le tre qualità (guna) fondamentali del Principio manifestatore (tamas, rajas, sattva), e infine i tre corpi rivestenti l’Atman-Brahman: denso, sottile e causale. Tutti i suoni, i colori, le vibrazioni, i numeri, le idee sfociano nell’OM che a sua volta, nella nasalizzazione della “M”, sfuma nell’Ineffabile (Nir-guna = senza attributi).” Estratto da Glossario sanscrito, Ediz. Ashram Vidya, Roma, ‘88.

Il cuore del suono

“attraverso la pratica dell’ascolto si svolge una forma pensiero ch’è conoscenza, non solo arte o poesia in senso comune, ma un gesto che guarda nell’abisso dei possibili. Il mondo dei suoni è un Es, l’essere nascosto dell’essere che appare”… “ Solo in uno spazio veramente libero si possono compiere le esperienze degli incontri: è l’ethos del pellegrinaggio, dove un suono, andando verso l’altro va verso se stesso… i suoni isolati vagano e attendono un vaso che li raccolga.” Renzo Cresti  musicologo

“…non si può comprendere cosa è il suono, o meglio il silenzio, se non si attraversa la comprensione del gesto dell’ascoltare…”

Franco Hindie il tantrika

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