Ramesh Balsekar – L’autoesame

“L’intelletto crede che il coinvolgimento sia lo stato normale,mentre non lo è.Per questo Ramana Maharshi diceva che pensare, nel senso di concettualizzare, non è la vera natura dell’uomo.La comprensione vede che la natura della mente è concettuale.  Lottare contro l’ ”io” ,è appunto ciò che l’ “io”,la mente ,vuole. Non si può lottare contro la mente. Non si può sopprimere l’io.Lottare, opporsi,controllare…sono azioni impossibili. Si deve applicare un’azione passiva, femminile:cedere alle cose,vederle come sono. Laddove la natura della mente è di gettarsi su una cosa e poi subito su un’altra. Invece di lottare,scopri chi vuole conoscere,chi lo sta facendo,chi ne ha bisogno. All’inizio è necessario porsi questa domanda,ma lo scopo non è trovare una risposta. A volere una risposta è sempre la mente che solleva un problema e cerca di risolverlo;è la mente che razionalizza,la mente che gira sempre all’interno del suo stesso coinvolgimento. Scopo dell’autoesame è spezzare il coinvolgimento:chi vuole conoscere? E’ una sorta di bastonata mentale. In realtà è solo l’intelletto che continua a creare problemi. E così viene troncato.Ramana Maharshi mette in chiaro che l’autoesame non è una meditazione,né un mantra.E’ processo che va tenuto sempre attivo,senza smettere le tue normali attività. Tra l’altro non puoi,perché devi guadagnarti da vivere. E’ un processo che si potrebbe definire “negativo”,è la comprensione che non c’è nessuno che pone le domande.Basta un primo barlume di comprensione per troncare ,almeno a un primo livello,il coinvolgimento. Approfondendosi la comprensione ,un pensiero viene reciso sempre più rapidamente,sempre più vicino al momento stesso della sua nascita . Finchè,quando la comprensione è perfetta,il sorgere del pensiero e la sua recisione verticale,senza coinvolgimento orizzontale,diventa un evento spontaneo. Ci vuole un po’ di tempo.Intanto,continua a porti la domanda o lascia semplicemente che la comprensione recida verticalmente il coinvolgimento orizzontale ogni volta che si presenta ,riconoscendo che non è in tuo potere. Riconoscere di non avere potere sulle cose è l’inizio della comprensione.Questa comprensione è il testimoniare che recide verticalmente il coinvolgimento orizzontale.E’ stupefacente con quanta rapidità si instauri questa comprensione,come diventi presto un modo di essere. Il punto fondamentale del testimoniare è l’assenza di “io”. Il testimoniare è verticale,in una dimensione totalmente diversa:perciò non ci può essere un “io” che testimonia. Nel testimoniare non ci sono pensieri come: “Non avrei dovuto farmi coinvolgere”, non ci sono raffronti o paragoni. L’assenza di giudizi e paragoni è il criterio della vera testimonianza.I pensieri,semplicemente testimoniati,sono recisi per il semplice motivo che non scattano confronti,giudizi o scelte.”  Ramesh Balsekar (da: “La Coscienza parla” ed. Ubaldini)

“Molti mi domandano se Ramana Maharshi avesse dei principi fondamentali. Certo che ne aveva, per esempio la domanda “Chi sono io?”. Dato che Ramana Maharshi parlava in tamil ,non sarebbe neppure giusto tradurre la sua domanda con “Chi sono io?”,ma “Chi è questo io?” oppure (questa è la mia interpretazione) “Esiste questo io?” Quando arriviamo alla conclusione che nessuna azione è realmente ‘nostra’ ,l’intelletto non presenta più questa domanda,ma sorge invece spontanea dal profondo dell’essere. Se non siamo noi a fare o ad agire,chi è questo ‘io’? Esiste davvero? Chi è questo io che occupa tanto spazio nella nostra vita?Ramana Maharshi poneva spesso questa domanda”. Ramesh Balsekar

L’Euforico Nichilismo, intervista

15 Dic 2009 di Chris Parish da http://www.innernet.it/euforico-nichilismo-intervista-con-ramesh-balsekar/


Immagina, se vuoi, che un mattino ti svegli in un altro mondo. Appena ti stropicci gli occhi per abituarti alla luce splendente del sole, vedi che sotto molti aspetti non è un mondo molto diverso da questo. Sei circondato da creature che, ai tuoi occhi, appaiono identiche agli esseri umani con cui di solito condividi il mondo.Li osservi mentre si muovono nelle loro attività giornaliere, vivono le loro vite, s’intrattengono a conversare con gli altri, prendendo le miriadi di scelte e decisioni inerenti alle richieste della vita. Il quadro sembra rassicurante, familiare e normale.Ma presto scopri che in questo mondo le cose non sono necessariamente come appaiono. Perché questi non sono esseri umani. No, questi sono “organismi corpo/mente” che, a differenza delle loro controparti umane, non hanno la facoltà di scegliere tra più possibilità o di prendere decisioni.  ( segue)

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