“Meditazione” brano tratto da “Dr. Fulford’s Touch of life”

Quando le persone mi chiedono se conosco qualche altro segreto per rimanere in buona salute, rispondo di sì: avere una mente tranquilla. Una mente tranquilla permette di comprendere più approfonditamente il nostro corpo, e insieme a questo tipo di comprensione arriva anche la conoscenza della salute.

            Coloro che vogliono saperne di più a questo punto chiedono come si fa ad aiutare la mente a diventare tranquilla. La risposta è: con la meditazione. Non voglio dire che la preghiera non sia utile, tuttavia ha uno svantaggio: a troppi di noi è stato insegnato che la preghiera deve essere indirizzata a un Dio che esiste al di fuori di noi, anziché all’interno. Il vantaggio della meditazione consiste nel fatto che può portarci verso l’interno, nello stato necessario per migliorare la nostra salute.

            Poiché la meditazione mette a tacere la mente, essa ci permette di riconoscere i nostri schemi di pensiero. Ci fornisce l’opportunità di scoprire i pensieri che abbiamo nascosto a noi stessi, quelli che non siamo mai stati capaci di esprimere.

            I pensieri e le immagini incapaci di trovare un’espressione all’esterno possono causare problemi fisici. Invece di abbandonare il corpo insieme alle parole, essi finiscono per rimanere intrappolati all’interno del corpo stesso. Già sapete che è impossibile muovere un muscolo se non c’è un pensiero che vi dice di farlo. I pensieri inespressi si annidano anche nei muscoli e lì rimangono, poiché non vi sono movimenti che permettano loro di scomparire. Inoltre, causano problemi. Per esempio, un pensiero può far sì che il muscolo si contragga, causando il rallentamento della circolazione ed anche degli impulsi nervosi e creando così una regione congestionata nella quale è probabile che si manifesti un’infezione. Ne può derivare qualsiasi cosa, da un disturbo allo stomaco a una fitta alla regione del petto o a una contrazione nella parte posteriore del collo.

            Durante la meditazione, è possibile che un numero sorprendente di pensieri nascosti emergano nella mente. Può avvenire che ci si renda conto di aver portato in giro per anni le immagini di qualcuno che è deceduto, di aver tenuto dentro di sé un dolore senza mai esserne veramente consapevole. E credetemi, se il dolore non è mai stato espresso all’esterno, esso si esprimerà all’interno.

            La meditazione può anche aiutare a divenire più radiosi, perché si smette di bruciare energia vitale su una condizione che ci lacera internamente. Inoltre ci aiuta a superare lo stress tipico dell’ambiente caotico dei nostri tempi.

            A lungo termine, la meditazione può anche contribuire a farci progredire nello sviluppo spirituale, poiché eliminando gli schemi di pensiero negativo essa ci induce ad apprezzare maggiormente la magnificenza del mondo.

Esistono molti tipi di meditazione. Per scoprire qual è il migliore per voi, dovete semplicemente mettervi seduti e incominciare a provare i diversi metodi. È meglio iniziare senza un guru o un mantra o una religione o una lista che dice ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Semplicemente sedetevi, chiudete gli occhi e cercate di smettere di pensare alla vita di tutti i giorni, liberando la mente.

            Personalmente inizia a meditare circa quarant’anni fa, quando per esigenze professionali mi vidi costretto a cercare qualche modo per rilassarmi. Il golf non mi aveva aiutato, sicché iniziai a leggere e a parlare con la gente finché alla fine qualcuno mi nominò la meditazione, e io imparai a praticarla per conto mio.

            All’inizio, ero felice quando riuscivo a meditare anche solo per alcuni minuti. Alla fine, capii che acquietare la mente non era impossibile come mi era sembrato di primo acchito.

            Quando voglio ripulire la mente, mi concentro sulla forza vitale che scorre attraverso il mio corpo. L’ho fatto per tanto tempo che adesso sembra iniziare automaticamente non appena chiudo gli occhi. Sento quella sensazione di formicolio, e spesso qualcosa che scatta: forse qualche fibra muscolare si sposta da uno stato di spasticità verso uno stato di rilasciamento, permettendo la contrazione e il rilassamento normali; forse qualche osso ritorna nella sua posizione normale.

            Quanto spesso bisogna meditare, e quanto a lungo? Il Buon Libro ci dice che dobbiamo restituire un decimo di noi stessi al nostro creatore. Secondo me, ciò significa che non soltanto dovremmo donare un decimo dei nostri guadagni, ma, visto che il nostro corpo è il nostro tempio, dovremmo restituire un decimo di noi stessi al nostro corpo. Per questo motivo medito due ore e mezza, ovvero circa il dieci per cento della giornata. Solitamente inizio alle tre e mezza del mattino e rimango inconsapevole della maggior parte delle cose fino ad alcune ore dopo, quando la mia mente conscia riemerge.

            Dopo la meditazione di questa mattina, ho sentito qualcosa sciogliersi nella parte posteriore del collo, e quando mi sono alzato ho sentito che il mio corpo era considerevolmente più bilanciato.

            Molte persone mi hanno riferito di aver provato in tutti i modi senza riuscire ad afferrare il bandolo della meditazione. Ancora una volta, dobbiamo dare la colpa a questo mondo scientifico che ci ha insegnato fin dal primo giorno di scuola ad aspettarci una reazione tangibile a qualsiasi azione. Quando le persone si accingono a meditare, si aspettano di diventare bravissime immediatamente, fin dalla prima volta; se non percepiscono velocemente un segno della loro competenza, iniziano ad agitarsi, a lamentarsi e poi smettono.

            La meditazione non ha nulla di simile ad una prestazione. Al contrario, richiede di lasciar fluire le cose. Non che le cose non fluiscano continuamente – non sopravviveremmo altrimenti – ma la maggior parte di noi non ne sono consapevoli. Così, la meditazione significa anche riconoscere e apprezzare il flusso.

            Qual è il modo migliore per meditare? Trovare un posto tranquillo dove nessuno ti disturbi. Non importa se si sta seduti, sdraiati o in piedi – bisogna trovare la posizione nella quale ci si sente più rilassati.

            Occorre indossare qualcosa di semplice e comodo che non dia fastidio e chiudere gli occhi per bloccare l’afferenza dei sensi.

            Interrompere il processo di pensiero richiede disciplina, ma non è impossibile. Man mano che i pensieri appaiono, non bisogna prestare loro attenzione. Quando si inizia a meditare – e magari anche per un bel po’ di tempo dopo – non si riesce a impedire che centinaia di pensieri continuino a manifestarsi nella mente. Non bisogna inseguirli. Semplicemente, li si ascolta, li si saluta e li si lascia andare. Subito dopo, può comparire un altro pensiero. Si ripete la procedura – si riconosce la presenza del pensiero e poi lo si lascia andare.

            Non bisogna preoccuparsi se questo processo continua. Per molte persone esso sembrerà andare avanti all’infinito. Non bisogna lasciarsi scoraggiare. Se si avrà pazienza si verrà ricompensati.

            Se la meditazione sembra ancora troppo difficile, ecco un altro consiglio: mettetevi a quattro zampe e camminate sul pavimento finché il respiro diviene affannoso. Questo renderà più facile limitare i pensieri, riavvicinandovi allo stato animale e aiutando il vostro respiro a fluire in accordo con la forza universale. Vi consiglio però di scegliere con attenzione il luogo in cui vi dedicherete a questo tipo di prove.

Robert C. Fulford (1905 – 1997) è stato un pioniere nell’introduzione della medicina alternativa ed energetiche nel contesto dell’ osteopatia. Dagli anni Quaranta  ha sviluppato diversi metodi per il trattamento di malattie croniche. Tra i metodi principali da lui impiegati, quello rivoluzionario è stato la manipolazione cranica , meglio definita  come osteopatia craniale o terapia craniosacrale . Fu influenzato da William Garner Sutherland.

Traduzione a  cura di Silvia Tuscano, che ringrazio di cuore  Franco H. Mignone, il tantrika

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