Toccare è ascoltare – il tocco biodinamico

Tensioni, conflitti e corazze

 Le tensioni sono conflitti,  sono opposizioni psicoenergetiche che vengono generate quando avviene un cambiamento imprevisto ed inaspettato.Il cambiamento è in atto e l’essere non è pronto alla nuova struttura che il mutamento produce. Viene a mancare così la capacità di adattamento del sistema (percezione mente psiche) al cambiamento.

Un conflitto, una tensione compaiono quando si cerca di “controllare”, di trattenere una qualche forma (anche energetica) che sta trasformandosi in qualcosa d’altro.

I conflitti non risolti assumono la consistenza di “corazze” di blocchi energetici

corazze per …i sensi di colpa

corazze per ……la paura di essere abbandonati

corazze per ……la rabbia repressa

E’ l’azione che si oppone alla libertà.

 La libertà è quell’energia sbloccata che si ottiene staccandosi dal passato.

Il gesto di lasciar andare il passato (inteso come peso e blocco) comporta un movimento psichico che si riflette sul corpo.

 In ogni pratica è sempre necessario un punto di partenza, questo è l’attenzione. E’ estremamente importante la qualità di attenzione. L’attenzione fluttuante è osservare il presente distaccandosi dal passato.

L’attenzione come concentrazione è memoria, questo porta alla tensione.

 Attenzione, rivolta al presente, intenzione rivolta al futuro, generano potenzialità e forza e quindi azione. L’intenzione (che potremmo anche definire presentimento) è vibrazione, è movimento senza desiderio, è abbandono, fluidità all’interno della vita : energia libera.

Lo Spazio (il contenitore sacro) è il luogo dove l’espandersi della coscienza consente il rilascio delle tensioni, l’abbandono del conflitto.

Lo sbloccarsi delle “tensioni” viene utilizzato come spinta, cioè come forza in azione, verso la libertà ed il cambiamento.

  Il luogo nel corpo in cui  percepiamo delle tensioni non è sempre la manifestazione del problema in quel posto preciso. Esercitandoci nell’ascolto, attraverso  l’attenzione e l’autoconsapevolezza impariamo a  risalire  a ritroso, seguendo una serie di anelli come una catena, per arrivare all’origine della tensione stessa. E quando abbiamo imparato a risalire, ci accorgeremo che la tensione è una risposta ad  un’emozione!

Possiamo imparare ad ascoltare bene il corpo: se siamo nel mentale il corpo non è percepibile. Prima succede qualcosa nel corpo e poi questo si trasmette al mentale.

Non cerchiamo di cambiare niente. Non cerchiamo di essere un’altra cosa, nessuna imposizione, nessuna tensione, nessuna costrizione, solo  dolcezza e naturalezza.

Il nostro sistema corpo/mente è ben strutturato e sa difendersi dalla durezza, ma non dalla dolcezza! La dolcezza, soprattutto praticata nel tempo, riesce a superare  le difese automatiche e la  reazione aggressiva! Il corpo non è abituato alla dolcezza quindi bisogna lasciargli il tempo di apprenderla e assimilarla; fatto questo, andrà a cercarla da solo.

Sostenendo, accompagnando il fluire con gentilezza  e dolcezza possiamo esplorare anche l’estremo, l’inconosciuto, il limite: questo ci porta a riconoscere qualcosa di noi, in prossimità di quel mistero che ciascuno di noi è per se stesso, nella prossimità di noi per noi stesi.

Quando nella mente c’è silenzio, le corazze svaniscono. Quando si comprende, si sperimenta la respirazione, la dimensione del corpo diventa infinita: l’interno e l’esterno tendono a sparire. Si entra in un’altra dimensione.

  Il corpo si arrende e si abbandona alla dolcezza!  

La percezione tattile è la qualità esistenziale del vivere. Cuore ed Essere sono la stessa cosa…l’Essere cerca il contatto.

Il Tocco di Presenza  o anche  “tocco neuroaffettivo” nella  Pratica biodinamica.

 Inizialmente c’è un ascolto reciproco, con entrambi i soggetti che “sentono” la sensazione di se stessi. Poco a poco il soggetto ricevente rivolge l’attenzione a se stesso, anziché al soggetto che lo sta toccando, aumenta così la sensazione di se e “l’ascolto” si fa più profondo. Nel silenzio interiore (in sanscrito Mauna) l’essere si esprime. Percepire il proprio corpo significa assumere maggior consapevolezza di se.

E allora ecco l’esplorazione del silenzio, l’esplorazione della gioia…

La percezione della bellezza

Toccare è ascoltare.

In realtà non c’è nulla da fare, soltanto ascoltare, soltanto creare uno spazio sicuro affinche l’anima possa fare ritorno al suo progetto originale, lasciando che la materia trascenda oltre la forma, ricongiungendosi all’energia primordiale e alla vitalità primaria.

Questo avviene attraversando il silenzio, con l’ascolto e l’espansione.

Per fare questo è necessario entrare in contatto e sincronia con il tocco e la respirazione; da qui attraverso la risonanza avviene il gesto del trascendere se stessi.

Franco H. Mignone il tantrika

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