Bioenergetica ed Analisi Funzionale di Will Davis

Introduzione all’Instroke di Will Davis tradotto da Luigia Sforza- 26 maggio 2005

Lo sviluppo del lavoro con l’instroke della pulsazione é stata la maggiore rivelazione nell’ambito della psicoterapia corporea. L’efficacia delle tecniche classiche nella destrutturazione della corazza aveva già raggiunto il suo potenziale, e i limiti di questo tipo di approccio stavano diventando sempre più evidenti. Quattordici anni fa ho pubblicato il primo articolo sull’instroke (Davis, “Lavorando con l’instroke”, Energy & Character April, 1984). Questo lavoro ha portato la psicoterapia corporea in nuovi campi, alcuni dei quali sono rappresentati da Michael Munzel nell’articolo sul Narcisismo, nell’articolo di Lilly Davis sull’Integrazione e nel lavoro di Thomas Harms sulle relazioni madre-figlio. Questo primo articolo ha l’obiettivo di far familiarizzare il lettore con la storia e i concetti presenti nel lavoro con l’instroke. Gli articoli seguenti sviluppano maggiormente queste idee.
Storia dell’instroke
La concettualizzazione dell’instroke é stata originariamente sviluppata come una tecnica relativa alla scarica emozionale nel senso classico reichiano. Quando ho iniziato il mio lavoro con l’approccio classico, mi sono immediatamente reso conto che alcuni pazienti avevano difficoltà con questo modello.Non erano in grado di respirare abbastanza a lungo da scaricarsi, non potevano emettere un suono volontario né tantomeno fare i movimenti volontari richiesti. Oppure tentavano di farlo in una maniera meccanica, per compiacere l’analista ma erano distaccati e il processo non scendeva mai in profondità per un rilassamento spontaneo vegetativo. A volte molti di loro erano bloccati dal tipo di tecnica e in alcuni casi la evitavano o smettevano il lavoro dopo una serie di fallimenti.
Nel 1984, ho dibattuto su questo tipo di strutture cosiddette “morbide” paragonate a quelle altamente caricate, strutture muscolari dure. Queste cosiddette “strutture morbide” possono dare l’illusione di morbidezza o debolezza, ma nel profondo ci sono forti prese. Queste strutture caratteriali sono contratte, avendo problematiche di disturbi precoci . Le chiamerò ora “strutture plasmatiche” contratte. Queste includono lo schizoide, l’orale, il narcisista ed il borderline (vedi Davis “Fondamenti Biologici del Processo Schizoide”, Energy & Character 1998).
Gli stili originali del lavoro Reichiano erano basati sulla funzione dell’outstroke. (Prendo i termini outstroke ed instroke da Charles Kelley, il fondatore di Radix che descrive il flusso pulsante della forza vitale come movimento dal centro alla periferia nell’outstroke della pulsazione ed il riflusso, dalla periferia al centro, come instroke). Inoltre, le strutture caratteriali che bloccavano l’outstroke – i fallici, i masochisti, i nervosi – erano più a loro agio con questo stile di terapia. Ma coloro che stavano bloccando l’instroke – i tipi contratti o plasmatici menzionati prima – non entravano facilmente nell’orientamento terapeutico dell’outstroke. Poiché questo stile era una provocazione diretta ed immediata alla loro corazza, la maggior parte di loro la viveva come invasiva e minacciosa. Si richiedeva loro di muoversi verso l’esterno quando volevano muoversi verso l’interno.
Nell’intento di lavorare con queste persone, ho sviluppato, un poco alla volta, una tecnica che permette di centrare profondamente l’organismo attraverso un respiro lento e dei movimenti delicati prima che l’eccitamento aumenti. Questo permetteva alla persona di prendere il proprio tempo per sentirsi più sicura prima di decidere di muoversi verso l’espressione esterna. Una volta potenziata la tecnica di lavorare sostenendo lo sviluppo del riflusso interiore della pulsazione, il lavoro dell’outsroke é diventato più efficace. Questi tipi contratti che venivano prima minacciati dal lavoro di scarica, erano adesso in grado di essere centrati più profondamente, di prendere contatto con il loro potere e quindi di muoversi volontariamente verso l’esterno in un rilasciamento emozionale esplosivo, in pieno potere di sé, con il quale potevano stare in contatto completamente. (In precedenza, quando queste strutture entravano nella scarica, spesso perdevano il contatto o attuavano un atteggiamento di protezione).
Una volta sviluppato il concetto del lavoro con l’instroke, ho creduto che questo contributo ampliasse le tecniche di scarica nella psicoterapia corporea. Ma l’instroke ha continuato a svilupparsi cosi velocemente in direzioni talmente sorprendenti, che noi nella Scuola Europea Rechiana ci troviamo a non usare più la tecnica di scarica, anche se continuiamo ad approfondire la nostra terapia e la nostra conoscenza delle funzioni energetiche.
I benefici, i limiti ed i danni del lavoro di scarica sono conosciuti. Per questi limiti e danni, gli psicoterapeuti Reichiani orientati verso la psicoterapia corporea si sono lasciati trascinare dai cosiddetti lavori energetici verso altri campi per continuare a progredire. Con la concettualizzazione dell’instroke, invece, possiamo continuare a lavorare energeticamente ed allo stesso tempo evitare i limiti ed i danni del lavoro di scarica. Dopo quasi 20 anni di lavoro con l’instroke, mi sono reso conto che l’espansione della nostra conoscenza non ha fine grazie a questo approccio. Questa serie di articoli offre un’idea di quelle possibilità.

Alcuni problemi con l’Approccio Classico
Al fine di spiegare ulteriormente l’instroke, é utile andare indietro ai concetti originari delle funzioni energetiche come sono rappresentate nei concetti di espansione e contrazione della pulsazione. Quello che segue é una spiegazione tipica della pulsazione. Noi guardiamo all’espansione e alla contrazione come al prototipo di ciò che riconosciamo negli animali più elevati nell’estensione verso il piacere, oppure nel ritirarsi da una situazione spiacevole).
E’ chiaro che il movimento di espansione all’esterno é positivo ed il movimento contratto verso l’interno é negativo. Questa formula rappresenta la filosofia occidentale generale verso l’azione, la produzione ed il materialismo. Kelly ha perfino suggerito che il processo creativo stesso non é dipendente dalla pulsazione, ma dall’outstroke. La fase di espansione é l’aspetto creativo della funzione energetica. Tutte le prime tecniche Reichiane erano basate sul concetto che la fase di “espansione” fosse quella buona e noi dobbiamo penetrare, produrre etc. Alexander Lowen paragona una persona ad una farfalla nel suo bozzolo. Tutto il suo potenziale é avvolto all’interno e non ne verrà fuori da solo. Il ruolo del terapeuta é penetrare quest’involucro e permettere alla persona reale che é dentro di emergere.
Nel corso degli anni questo modello si é dimostrato incompleto La natura non lavora cosi. La potenziale farfalla nel suo bozzolo non ha bisogno di nessuno per romperlo, non più di quanto un pulcino ha bisogno di aiuto per uscire fuori dal suo uovo. Sono tutti e due in grado di farlo, quando é il loro tempo. Ed il tempo é giusto quando l’instroke – il raccoglimento, la fase creativa – é finita. Allora – e solo allora – può emergere l’intero organismo. Quando sosteniamo l’instroke stiamo sostenendo anche l’outstroke.
Dal mio punto di vista, l’onda delle filosofie “Orientali”, la meditazione e lo yoga che hanno preso piede nell’Occidente negli ultimi 25 anni sono state una reazione a questo senso indotto nella nostra cultura che dobbiamo sempre “fare” qualcosa. Non c’era né tempo né spazio per andare verso l’interno: riposarsi, ricaricarsi, riorganizzarsi, ricrearsi. Era tutto troppo orientato verso l’outstroke. Negli organi d’informazione e nelle riviste professionali questo é riportato in termini generici come “… lo stress della vita moderna, sindrome del burnout etc.”
Anche Reich era al corrente dell’eccessiva enfatizzazione dell’outstroke sia nella cultura che nella terapia. “Se questo stato biologico di pulsazione é disturbato in una direzione o nell’altra, vale a dire se o la funzione di espansione o di contrazione predominano, … allora un disturbo nell’equilibrio generale é inevitabile. (La Funzione dell’Orgasmo, p. 264). Lui si spinge inoltre ad affermare che “uno stato di continua espansione é sinonimo di generale “parasympatheticonia”.

UN NUOVO MODELLO DI FUNZIONE
La Differenziazione tra un Instroke ed una Contrazione
Entrambi l’instroke e una contrazione sono un flusso di energia verso l’interno, dalla periferia verso il centro. La direzione del movimento é la stessa. Dopo questa prima similitudine iniziale, si differenziano totalmente.
Una contrazione, se all’origine é un movimento, presto diventa uno stato e poi un blocco. E’ una ritrazione dell’organismo dalla periferia, ma il flusso energetico non raggiunge mai il centro. Il movimento si ferma, si irrigidisce e si trattiene. La contrazione evita alla pulsazione di continuare e diventa ora una contro-pulsazione. L’intento di una contrazione é di diminuire la sensazione e la consapevolezza,- un’emozione dolorosa per esempio – limitando il movimento energetico.
Un instroke é un flusso aperto verso il centro. E’ un movimento reale verso l’interno che continua a muoversi perché dopo che la fase di afflusso della pulsazione é completa, un riflusso di espansione verso l’esterno può verificarsi senza sforzo. Con una contrazione, poiché l’afflusso é stato interrotto, il risultato é che ogni outstroke successivo sarà incompleto e disgiunto.
Come risultato, vediamo che la contrazione non é un reale movimento verso il centro. E’ un movimento intenzionale che fugge da qualcosa, qualcosa di spiacevole o pericoloso. Al contrario un instroke é un flusso naturale, spontaneo, libero verso qualcosa, il centro o nucleo. Il fatto che un instroke risulti un movimento che si allontana dalla periferia é secondario.
Una contrazione evita o previene l’accadimento di qualcosa. Un instroke é creativo cosicché qualcosa possa accadere. Uno previene, l’altro favorisce. Una contrazione é sempre un no automatico. Un instroke può sembrare un “no”, ma il suo stato più profondo é un “si” a qualcosa che é buono per l’organismo a lungo termine.
Laddove un instroke ha un senso di possibilità creative e libere, una contrazione ha una qualità ripetitiva nel senso di restare statici e non aperti ai cambiamenti. Questa qualità é più facilmente visibile da un punto di vista fisico, ma é riconoscibile anche da un punto di vista psichico. Quando una contro-pulsazione contratta si verifica, vediamo dei movimenti fisici ripetitivi in un particolare segmento, o in tutto il corpo. Una caratteristica dei movimenti di contropulsazione é che quando questi finiscono, l’organismo é intatto, non é cambiato – come saltare su e giù sullo stesso posto. Alla fine si é esausti, ma ancora nello stesso posto dopo tutto quel “movimento”.
Un paziente con il quale lavoravo iniziava sempre con dei movimenti aggraziati, ondeggianti con le mani quando “l’energia” iniziava a smuoversi. Sosteneva che questi movimenti si verificavano sempre nella terapia precedente ed ogni volta che ci si lavorava non accadeva nulla. Quando gli ho chiesto di vedere se poteva evitare di muovere le sue mani, allora qualcosa é successo. Un movimento più profondo é venuto fuori attraverso il suo intero corpo questa volta e lui ha iniziato a piangere. E’ quindi diventato chiaro che la natura ripetitiva di questo bel movimento con le mani funzionava semplicemente come un meccanismo di controllo per evitare che qualsiasi cosa di più profondo e significativo si sviluppasse.
Non erano veri movimenti nel senso che l’organismo non veniva “mosso” da questi. Infatti, il movimento delle mani preveniva lo svilupparsi di un altro movimento più profondo. Questo é ciò che la difesa fa spesso. Un vero instroke della pulsazione tocca sempre la persona e in quel senso la smuove. In questo esempio, l’ha portato verso uno stato più profondo, di contatto e l’ha mosso in senso emozionale.

Il Radicamento Interiore ed il Falso Radicamento
Ogniqualvolta si verifichi una contrazione, sia attraverso l’outstroke o l’instroke, la persona acquisisce un senso di forza o potere da questa. E’ riluttante a lasciare andare la contrazione perché si sentirebbe troppo vulnerabile. Con un instroke bloccato, un vero radicamento interiore non si sviluppa mai e la persona sviluppa un falso senso di radicamento identificato con la contrazione. Lo stato di contrazione é simile all’immagine di un castello assediato nei tempi medievali; i ponti sono chiusi, ogni cosa é difesa. Questo da un senso di sicurezza. Ma é una sicurezza limitata e limita severamente le possibilità di vita. Tutti gli accadimenti positivi sono ostacolati insieme a quelli negativi o pericolosi.
I comportamenti – sia fisici che psichici – che derivano dalla contrazione sono sempre collegati con la corazza, il sistema di difesa. I comportamenti che si sviluppano dal completamento dell’instroke sono collegati al nucleo e quindi più di sostegno per la crescita e lo sviluppo dell’organismo nel tempo.
La contrazione é una forma di scomparsa, sia da sé stessi che dagli altri. Con la contrazione ci si nasconde da sé stessi non sentendo un’emozione specifica o non realizzando una certa idea o convinzione. D’altro canto, contraendosi, si nascondono sentimenti ed emozioni anche agli altri, non esprimendoli. Un instroke, nel suo movimento che si allontana dalla periferia, é un’esperienza forte per la persona e, cosa abbastanza strana, gli altri percepiscono la persona più chiaramente, persino quando si allontanano.
In un lavoro con gli occhi che facciamo, ogni volta che la persona che sta facendo l’esercizio si contrae indirettamente o inconsciamente – inizia a spaziare, se ne va, etc. – il partner non sente più la presenza della persona o la sua esperienza. Ma quando la persona consciamente e liberamente va profondamente dentro di sé, il partner dice sempre che sente la persona più chiaramente e con forza. Il partner non si sente evitato, o lasciato o avverso. Si sente sempre in un tipo di contatto con una presenza forte che semplicemente non é li in quel momento.
La figura 1 riassume la differenza tra l’instroke ed una contrazione.

Paragonando l’instroke e la contrazione
Instroke e contrazione sono simili solamente in quanto rappresentano entrambi un movimento dalla periferia verso il nucleo. Movimento che, energeticamente parlando é pulsazione, equivale a vita. Ogni interferenza con la pulsazione diminuisce l’esperienza di vita.
Una contrazione può avvenire sia con l’afflusso che con il deflusso della pulsazione.
Instroke Contrazione
Un flusso aperto verso il centro Una ritrazione dalla periferia
Una qualità di raccolta e focalizzazione Una qualità di trattenimento
Apertura Blocco
Permette la pulsazione Previene la pulsazione
Pulsazione continua Contro-pulsazione
Verso qualcosa Via da qualcosa
Permette a qualcosa di accadere Evita qualcosa
Favorisce le possibilità Previene le possibilità
Libera i movimenti Movimenti ripetitivi
Radicamento Interiore Falso radicamento nella contrazione
Crea un radicamento interiore Ricrea la contrazione
Funzionamento collegato al nucleo Funzionamento della corazza
Apparire Scomparire
Informazione Disinformazione
Separazione Isolamento
Informazione e la Spirale di Ritorno
L’ultima differenziazione da discutere tra un instroke e una contrazione é un tema che troviamo in tutti gli articoli seguenti ed é un esempio di come la concettualizzazione dell’instroke fornisce cosi tante nuove possibilità. Descriverò brevemente il tema ed ogni articolo lo svilupperà in seguito in diverse formulazioni.
In un articolo inedito, ho sottolineato un modello energetico di sviluppo usando il concetto di Reich del flusso di energia come un onda di movimento rotatorio. L’organismo fluisce verso il mondo e ritorna. Il flusso verso l’esterno contatta l’ambiente. Il flusso verso l’interno porta informazioni sull’impatto di quel contatto sull’organismo. Questa é la base per ogni sviluppo fisico e psichico. Il diagramma seguente rappresenta questo processo.
Il flusso verso l’interno é l’instroke della pulsazione. Come menzionato prima, l’outstroke della pulsazione é stato compreso e ci si é lavorato per molti anni nell’ambito della psicoterapia corporea e nella psicoterapia in generale anche se in questo caso non viene utilizzato un modello energetico. Per esempio, un fenomeno quale é il contatto, il legame, l’amore, le relazioni, il transfert e la proiezione ) che sono il pane della terapia < sono originariamente compresi in termini di funzione dell’outstroke.
Quello che noi aggiungiamo é una consapevolezza dell’importanza dell’instroke in questo processo totale. L’esperienza che viene vissuta nel mondo esterno intacca l’organismo soltanto nei termini di come viene riportata all’organismo stesso. Noi vediamo l’instroke come una spirale di ritorno, un sistema di apprendimento, un sistema di informazione che al medesimo tempo fornisce informazioni per l’organismo e le organizza in una forma = e crea forme nel senso di strutture, sia fisiche che psichiche.
Senza un funzionamento chiaro dell’instroke, il mondo esterno viene frainteso e travisato. Il flusso aperto di informazione verso il centro dell’organismo é un processo di apprendimento ed integrazione abbastanza diverso da una contrazione di ritiro. Quest’insieme di informazioni e di esperienze é totalmente determinato dalla qualità del funzionamento dell’instroke e rappresenta la differenza tra incorporare informazioni o disinformazioni.

Gli aspetti qualitativi della pulsazione
Una comprensione più ampia della pulsazione é sviluppata ulteriormente attraverso l’elencazione sottostante cosicché possiamo differenziare meglio i diversi tipi di instroke ed outstroke valutandone le qualità di ognuno.

OUTSTROKE INSTROKE
Espansione « Contrazione
Espansione « Raccoglimento
Espansione « Organizzazione
Esplosione « Contrazione
Esplosione « Raccoglimento
Dissipazione « Raccoglimento
Dissipazione « Organizzazione
L’instroke della pulsazione non é sempre una contrazione, cosi come l’outstroke non é sempre un espansione. Terapeuticamente, é l’aspetto qualitativo di entrambi questi movimento che é più importante. Dobbiamo valutare la qualità prima di determinare se un movimento é benefico o no. Deve essere fatta una valutazione funzionale. La qualità del movimento determina l’esperienza non la direzione del movimento.
I termini più descrittivi e neutrali sono instroke ed outstroke, il flusso spontaneo, naturale e desiderabile dell’energia dal nucleo alla periferia – outstroke – e all’inverso – instroke -. Insieme essi definiscono le due fasi di un’intera pulsazione. La parola contrazione ha una connotazione negativa nel riflettere l’attitudine che la definisce “cattiva” o al limite non cosi importante. Se fosse vero che l’energia si espande e si contrae soltanto, allora ogni notte quando ci addormentiamo noi saremmo contratti, che é l’equivalente di uno stato di ansia; la meta dei nostri battiti cardiaci produrrebbe ansia, la meta dei nostri orgasmi sarebbe una cavalcata ansiogena. Il termine di Keleman di raccoglimento, ed io lo porterei un passo più avanti all’organizzazione, é una formulazione più equilibrata e descrittiva per l’afflusso della pulsazione.
Se noi diamo all’espansione una connotazione negativa, otteniamo l’esplosione. L’esplosione é il processo di scarica dell’espansione ma non ne é sinonimo. L’esplosione é un aspetto qualitativo dell’outstroke come l’espansione. Anche un esplosione può essere contrattiva se il paziente ha paura dell’espansione. L’organismo tratterrà, bloccherà parzialmente, interferirà con questo movimento – in una parola, contrarrà. Un esplosione può anche essere troppo aperta e senza contatto – per esempio rabbia cieca o fase maniacale.
Se diamo un’altra connotazione negativa all’espansione, otteniamo la dissipazione: un movimento verso l’esterno disorganizzato, improduttivo. E’ qualitativamente differente da un’esplosione ed un’espansione. Un’espansione é un flusso coordinate, connesso, spontaneo dal centro alla periferia ed anche oltre. Un’esplosione é una spinta all’esterno, contro qualcosa nel tentativo di superarla; può essere sia un processo di blocco interiore o di resistenza esteriore. Una dissipazione é un tentativo di fuga, una rottura a prescindere per interferire con il contatto, non una rottura per ottenere il contatto. La dissipazione é improduttiva, senza direzione e non é connessa al nucleo o unificata nel suo flusso. E’ un’azione superficiale e non un’azione profonda. Emozione come difesa.
Egualmente, non tutti gli instrokes sono contrattivi. Centratura, messa a fuoco, raccoglimento e concentrazione sono tutti movimenti verso qualcosa. Una contrazione é un movimento che fugge da qualcosa o tenta di fermarne l’accadimento. E’ una fuga, un trattenimento sistematico per non vivere un’esperienza come nella contro-pulsazione di Kelley e nel modello di interferenza di Boadella.
La contrazione nell’instroke offre lo stesso risultato che offre la dissipazione nell’outstroke – una fuga da un contatto profondo con il “senza” o con il “dentro”. Qualsiasi movimento energetico verso l’interno o verso l’esterno può essere contrattivo.
L’elencazione soprastante può essere usata per descrivere le diverse strutture caratteriali in termini di pulsazione. Per esempio, un’esplosione – formulazione di contrazione che potrebbe servire come modello di un comportamento schizoide. Gli schizoidi sono profondamente contratti ed il controllo é una condizione essenziale per loro. Quando la contrazione viene sciolta troppo velocemente, essi perdono il controllo e sono rapidamente gettati in un panico esistenziale o in una rabbia esplosiva. Quando hanno perso il loro “radicamento” e la loro sicurezza, allora iniziano a contrarsi di nuovo per riappropriarsi del controllo.
Un altro esempio sarebbero gli isterici che potrebbero essere visti in una dissipazione – modello di raccoglimento. Essi spargono intorno le loro emozioni ed energie con molta facilità in una maniera incontrollata e quindi hanno bisogno di tempo per raccogliersi di nuovo. Sfortunatamente, essi dissipano quello che é stato raccolto e sono intrappolati in un ciclo senza fine di dissipazione e tentativi di raccoglimento.

Applicazione del concetto di instroke
Reich comprese ciò che ogni buon terapeuta sa. Non si può spingere il paziente dentro qualcosa che lui o le non vogliono capire o vivere come esperienza. Lui scrive: ” Una regola importante, nel togliere la corazza alle persone, é quella di procedere lentamente, gradino per gradino e non avanzare … a meno che il paziente si sia abituato alla situazione che é già stata raggiunta.”… ” Quando una certa rottura si é verificata, l’organismo deve avere il tempo di organizzare ed assimilare le emozioni che si sono attraversate. (Analisi del Carattere, Terza Edizione).
Come descritto prima, il lavoro “energetico” tradizionale é stato troppo concentrato sul lasciare uscire, il rilasciamento, la rottura creando spesso una qualità di pressione. Comprendendo il ruolo dell’instroke nella pulsazione, possiamo ora lavorare energeticamente senza i rischi ed i limiti del lavoro orientato verso l’outstroke.
La pulsazione funziona con un movimento di dentro e fuori in un movimento di pulsazione spinto e non in un movimento lineare di spinta verso l’esterno. Lavorando con l’instroke ci permette di imitare il movimento naturale dell’energia permettendo al paziente di pulsare fuori e verso e quindi fluire nuovamente verso l’interno. Questo approccio usa il modello di “strutturazione del movimento” e non quello della spinta verso l’esterno. Il movimento verso l’interno, non é quindi visto come una resistenza o una fuga, ma parte del processo naturale di pulsazione che sosterrà a turno il movimento fuori e verso.
Se l’organismo sceglie di fluire verso l’esterno, anche in una scarica, é libero di farlo. Se sceglie di fluire profondamente verso l’interno, é libero di farlo. L’unico criterio importante é la qualità del movimento. E’ aperto, continua a muoversi? L’organismo sta integrando l’esperienza nel modo in cui avviene? (Gli psicoterapeuti corporei preferirebbero dire incorporare). La direzione é irrilevante. Entrambe le direzioni appariranno nel loro ritmo naturale, ed allora noi abbiamo una pulsazione reale: un movimento spontaneo aperto, dal nucleo alla periferia e ritorno.

Lavorare con le Energie Esistenti
E’ un pensiero comune che alcune strutture, gli orali per esempio, hanno un “energia bassa” e si pensa che abbiano bisogno di “caricarsi” per ottenere più energia. Con l’uso della conoscenza dell’instroke, vediamo che tutti hanno abbastanza energia. L’unico problema é che non potrebbe essere disponibile per loro. Essi la stanno bloccando perché é troppo per loro sperimentare emozioni potenti, ricordi troppo vividi o una visione troppo chiara della loro situazione di vita. Inoltre, non ha molto senso aggiungere più eccitazione ad un sistema già troppo aggravato. L’idea é di mobilitare l’energia esistente senza caricarli oltre cosicché essi possano incorporare ciò che prima veniva vissuto come troppo.
ALCUNI RISULTATI NEL LAVORO CON L’INSTROKE
A causa del forte afflusso della pulsazione, il centro della terapia cambia da un’enfasi interpersonale ad un’esperienza più intrapsichica. Il paziente diviene più interessato al suo rapporto con se stesso che al suo rapporto con gli altri, compreso il terapeuta. Il rapporto terapeutico rimane importante, ma il processo che lega il paziente al terapeuta ha un’altra qualità.
Le “Nuove Scienze” in fisica e biologia stanno studiando ora il “sistema di auto-organizzazione” e chiamano questo processo “auto-referente” in primo luogo. Si crede ora che l’auto-referenza sia un processo primario e naturale in ogni sistema – sia vivente che non-vivente.
Come risultato dell’enfasi sull’auto-referenza, c’è meno transfert, azione delle emozioni verso l’esterno, proiezioni, dipendenza e biasimo. Non soltanto nel rapporto terapeutico, ma nella vita in genere. Il paziente é più interessato a ciò che lui pensa di se stesso e non più cosi tanto a ciò che gli altri pensano di lui. Non é cosi orientato verso gli altri, ciononostante la qualità del suo contatto con gli altri migliora. Il miglioramento della qualità del contatto é la differenza essenziale tra una sana qualità auto-referente ed il narcisismo.
Poiché l’instroke é un processo di organizzazione e raccoglimento, si sviluppa al suo interno un chiaro senso di sicurezza. E’ un raccoglimento di risorse e ci si sperimenta con un potere maggiore di come venisse percepito prima. Io ho avuto un certo numero di strutture caratteriali contrattivo/plasmatiche che hanno riportato cose come avere del “caldo” dentro per la prima volta, un “calore” o un “sole” dentro, per la prima volta una sensazione di “Io posso sostenerlo, sono abbastanza forte”. C’è un senso crescente di potere e controllo.
Un cliente gay riporta che vede che stando in una “comunitá”, in un centro gay per il quale lavora, si puó “nascondere”. Decise di portare il suo lavoro fuori dal centro e di lavorare privatamente. Allo stesso tempo, inizió ad avere buoni contatti con suo padre, con il quale non aveva avuto contatti nel corso degli anni e che aveva sempre visto come un uomo duro. Egli si sente ora abbastanza forte per essere di fronte a suo padre e prendere ció che viene. Inoltre, in un contatto casuale con un suo fratello lontano, questo fratello lo rifiuta in maniera sarcastica. Il paziente riporta: “Sono stato molto ferito da questo, ma é bene vedere chiaramente che non abbiamo davvero nessun tipo di rapporto. Posso dimenticarlo. E la cosa sorprendente é stata che non ci sono stati drammi in tutto ció. E’ semplicemete cosí.
Altri tipi di strutture cosiddette “dure”, riportano di sentirsi morbidi ma pieni di potere. C’é una migliore differenziazione tra morbido e debole. Possono permettere a loro stessi di ammorbidirsi senza paura che possano essere visti come deboli. Non debbono piú dipendere dalla durezza della loro corazza per sentirsi potenti.

Creare le Strutture Interiori
Questi tipi di risposte che derivano dalla mobilitazione del processo dell’instroke descrivono un risultato affascinante ed inaspettato. Diciamo che c’é uno sviluppo spontaneo delle “strutture interiori” tra il sé ed il soma che prima non esistevano. i vecchi comportamenti corazzati sono in grado di sparire semplicemente, senza lavorarci sopra o attraverso. Lo sviluppo di nuove strutture rimpiazza le vecchie strutture sviluppate dalla corazza. E’ un fatto costante e sempre sorprendente sentir dire ai pazienti che hanno “dimenticato” di essere continuamente arrabbiati verso i loro genitori o partners, di essere timorosi in situazioni specifiche dove si sentivano sempre timorosi, di credere in certe cose nelle quali hanno sempre creduto. Le risposte dimenticate venivano tutte dallo stato corazzato. Quale risultato del processo di raccoglimento derivato dalla mobilitazione dell’instroke, i pazienti stanno creando spontaneamente nuove strutture interiori che ora spiazzano le risposte precedenti proprie della corazza. Le emozioni, i pensieri e le credenze derivate dalla corazza crollano via semplicemente.
L’esempio dato sopra del senso di un “sole” dentro é tipico. i pazienti sentono un calore generato da sé stessi, sentono che possono scaldarsi da soli, prendersi cura di sé meglio di quanto pensassero. Non sono cosí dipendenti da fonti di calore esterne – sia in senso fisico che emozionale. Cominciano a vedere che hanno qualcosa da dare. Come risultato, la loro immagine di sé come isolata e che non ha niente da offrire e tutta la paura e la rabbia che deriva da questa immagine, inizia a cadere.
Queste strutture interiori non sono semplicemente parti che vengono fuori dal sé che é stato reintegrato, anche se questo certamente succede. Si sviluppano comunque nuovi aspetti nel regno psichico, emozionale e fisico che non esistevano prima. E’ un nuovo sviluppo del sé. Questo é un altro aspetto del processo di informazione menzionato prima nella funzione della spirale di ritorno dell’instroke. Nuove strutture vengono create da questo processo di condensazione alle quali viene poi data una forma. Quest’idea viene ulteriormente sviluppata nell’articolo di Michael Munzel’s sul narcisismo.
Lo Sviluppo del Confine e l’Instroke
La creazione di nuove strutture ci porta all’ultimo argomento di discussione sull’instroke – il processo di costruzione del confine. Quello che vediamo é lo sviluppo spontaneo di sani confini che vanno a sostituire i confini rigidi che erano stati sviluppati dalla corazza. La corazza é un processo di confinamento e mentre ha potuto svolgere una funzione storica importante, adesso interferisce con la vita del paziente. E’ sorprendente vedere lo sviluppo spontaneo di nuovi confini puramente attraverso la mobilitazione dell’instroke della pulsazione. Senza lavorare direttamente sui temi del confine, questi problemi mutano ed i pazienti riportano cambiamenti notevoli nelle loro relazioni.
Mentre vediamo chiaramente il verificarsi di questo fenomeno in maniera regolare, la nostra comprensione di come ciò accada é ancora limitata. Più lavoriamo nell’ambito di questo processo, più la nostra comprensione si approfondirà. Il modello di sviluppo del confine che verrà offerto a seguito, é applicabile a qualsiasi scuola o tecnica terapeutica. Ogniqualvolta si verifichi lo sviluppo di un sano confine, crediamo che é sempre radicato nel processo dell’instroke, non importa quale sia l’approccio utilizzato per mobilitarlo.
Vediamo le funzioni di confinamento come energetiche, soprattutto in termini di pulsazione. Il flusso verso l’esterno crea l’esperienza, ed il flusso verso l’interno agisce come un sistema di ritorno ed organizza l’esperienza. L’esperienza é messa in una forma significativa grazie all’instroke della pulsazione, ed ora possiamo considerare la persona informata ed in forma. Il raccoglimento e l’organizzazione dell’esperienza attraverso la funzione dell’instroke é il senso compiuto dell’esperienza e rappresenta il processo di sviluppo del confine.
Poiché l’organismo si raccoglie verso il centro, avviene un processo compatto e di condensazione. E’ un raccoglimento ed organizzazione di tutte le risorse che possiede il paziente. Queste risorse – potere, abilita, forza, e talento – sono ora più concentrate, chiara e disponibili al paziente per essere utilizzate al meglio. Inoltre, le nuove strutture interiori che si stanno sviluppando sono ben confinate, al passo con il loro sviluppo stesso. Il senso di sé diventa più chiaro – sia l’aspetto positivo, sia quello negativo. Grazie al processo di condensazione, la persona é ora abbastanza radicata per gestore i cosiddetti aspetti negativi direttamente, senza doverli proiettare o reprimere. Si trova anche in una posizione migliore per agire gli aspetti positivi.
Uno dei cambiamenti spontanei più evidenti, legati al processo di confine, che vediamo nei pazienti, é legato alla loro relazione con i genitori. I pazienti smettono di vedere i genitori come oggetti ed iniziano a vederli come persone – che sono diventati loro genitori. Come ha riportato una paziente, si era sviluppata una “distanza soddisfacente” tra lei e la propria madre. C’è separazione senza isolamento (un’altra differenza tra l’instroke e la contrazione).
Le strutture senza confini, sono quelle con una bassa funzione di instroke. Poiché non c’è un processo di centratura, non si può formare alcun centro. Sono lasciate con un ego debole, uno scarso sviluppo del sé e senza un effettivo sistema di difesa, che li lascia suscettibili a crollare tutto in una volta. Un esempio viene dato da una paziente con un corpo rotondo, senza forma, e sempre esausta di fare troppo. Aveva anche una paura terribile delle sue sessioni di supervisione in un programma di addestramento che stava seguendo. Tutte e tre queste caratteristiche rappresentano uno scarso confine. Lei era senza forma nel suo corpo, era dappertutto nel suo comportamento a causa della mancanza di limiti reali ed aveva paura di sostenere le supervisioni per lo scarso sviluppo del suo ego. Per presentarsi in maniera coerente alle sue supervisioni avrebbe dovuto prendere una posizione – prendere forma ed allora sarebbe stata vista.
Le strutture sovrallimitate danno l’impressione opposta, ma il risultato funzionale é lo stesso. Esse presentano dei confini supersviluppati, rigidi, corazzati esternamente che danno l’illusione di forza e servono anche come ego. Ma poiché questi confini sono periferici, neanche loro posseggono un centro reale.
Distinguiamo tra confini corazzati e confini sani, tra prevenire e proteggere, tra instroke e contrazione. Le difese sono necessarie, ma la loro qualità determina il loro funzionamento e, come risultato, l’esperienza.
I confini sani sono flessibili, plastici, malleabili. Proteggono l’integrità dell’organismo e sono orientati verso il presente ma anche in grado di mantenersi in sospeso. Il termine physicist di Erich Jantsch che parla di “struttura ottimale temporale” e “strutture in progresso” rappresenta al meglio questo punto di vista. La paziente carente di confini menzionata precedentemente ha riportato con sorpresa “più mi strutturo, più fluisco”. La corazza é inflessibile, rigida, paralizzante. E’ automatica e può essere sia conscia, sia inconscia. In entrambi i casi é comunque fuori dal controllo della persona. La corazza é sempre contro qualcosa, mai per qualsiasi cosa.
Paradossalmente, il contatto reale – anche se in fusione – può verificarsi soltanto in presenza di un confine reale ed una reale separazione. Io debbo vivere la mia esperienza di essere separato da te prima che io possa entrare in contatto con te. Senza confini, io non ho nessuna percezione del mio sé. Non c’è nessuno – né sé né ego – per fare l’esperienza. Ripeto, c’é una differenza essenziale tra isolamento (contrazione) e separazione (instroke).
Vediamo meglio i confini svilupparsi in tutti i campi attraverso la mobilitazione dell’instroke. Fisicamente il corpo comincia a prendere una forma più netta. i segmenti si differenziano meglio senza segmentazione. Paradossalmente, c’è un’unione crescente nel corpo man mano che i segmenti vengono definiti più chiaramente ed inoltre i segmenti fluiscono uno nell’altro. Più di una volta ho sentito me stesso dire ai pazienti: “Io vedo ora la tua testa ed il collo”.
Vediamo anche altre alterazioni fisiche come un cambiamento nel ciclo mestruale. Il flusso cambia nel modo di essere confinato in maniera migliore. Viene, ha una durata più breve ma più intenso per quel tempo più breve. Non si prolunga per una settimana o più. E’ lo stesso per la digestione, il sonno ed altre attività fisiche.
Le emozioni sono organizzate ed espresse in maniera migliore. C’è un processo chiarificatore che si sviluppa laddove il paziente separa le sue emozioni da quelle degli altri e diventa cosciente del suo contributo al problema. Ci sono meno lamentele nei confronti degli altri e meno sensazioni di essere vittima.
Una paziente ha riportato che, nel contatto con suo padre, lui non la “vedeva”. Dice ancora “Non mi ha ferito tanto quanto avrei pensato, ma vedo com’è triste il fatto non abbia potuto condividere la mia felicita. Vedo che comunque mi ama a modo suo”.
Un’altra, dopo essere stata rifiutata da un amante, afferma: “E’ triste ma va bene, io non sono una cattiva persona”.
Il regno mentale anche si riorganizza e il pensare ed il parlare diventano più chiari e più semplici. Viene detto di più con meno parole. Una paziente improvvisamente disse: “Adesso é chiaro, Io non voglio avere un bambino”. La lunga lotta per decidere é finita.
I confini si sviluppano semplicemente attraverso il fatto che l’organismo organizza le proprie esperienze e sé stesso – l’instroke definisce, delinea e dà forma. Ciò che affascina é che tutto quello che riguarda questi cambiamenti nel confine, avvengono senza lavorare sul tema del confine. Sorgono spontaneamente come risultato della mobilitazione dell’instroke e del processo di organizzazione che ne deriva.

Due forme di instroke?
Originariamente, avevo sviluppato quello che ho chiamato la tecnica dell’instroke, per sostenere il processo di scaricamento. Stavo lavorando in qualità di insegnante di Radix, ed il pezzo centrale delle sessioni di Radix era lo scaricamento vegetativo. Come ho già detto, questa tecnica orientata verso l’outstroke era difficile per i più contratti, le strutture plasmatiche che bloccavano l’instroke. Lo sviluppo dell’instroke ha aiutato a produrre delle pulsazioni corporee piene ed uno scaricamento aperto. Questa tecnica preveda che la persona sia distesa sulla schiena con le ginocchia verso l’alto ed i piedi sul pavimento. Nel momento in cui viene attivata la pulsazione dell’instroke, la schiena si solleva ed il corpo si racchiude come in una sfera. Nella fase di rilasciamento, il corpo si allunga e la persona torna nella posizione distesa. Questo movimento di raccoglimento/allungamento dovrà essere ripetuto ed intensificato nella misura in cui questo processo va in profondità fino ad arrivare allo scaricamento.
Il raccoglimento dentro una sfera é la fase dell’instroke e l’allungamento é la fase dell’outstroke. Questo é il movimento pulsatorio reale del corpo – raccogliersi ed espandersi in un flusso ritmico. Mima la descrizione di Reich sul riflesso dell’orgasmo. Allora, una cosa strana é cominciata ad accadere. Quando questo instroke arrivava, alcune volte avveniva che il paziente non voleva ritornare nuovamente al movimento ritmico usuale. Voleva restare raccolta in una sfera con le ginocchia sotto il mento e le braccia attorno alle gambe. C’era una grande enfasi nella fase di raccoglimento ed un desiderio di restare in quello stato – di raccoglimento sia fisico che psichico. In maniera classica, questa posizione sarebbe vista come una rinuncia, un evitamento, una resistenza. Somigliava alla posizione fetale. In una parola – contratta. Ma io potevo vedere che il movimento ed il “trattenimento” non erano una contrazione, cosi l’ho sostenuto. (In “Significato ed Espressione”, Energia & Carattere, 1988, ho discusso questo fenomeno più ampiamente).
Non seguivano forti movimenti verso l’esterno. Il paziente si rilassava semplicemente dopo un po’ e grazie al cambiamento che si verificava una volta fuori dalla “contrazione”, ho creduto che quella non fosse affatto una contrazione. La corazza era stata rilasciata senza una rottura per passare attraverso di essa o lavorare per attraversarla: visioni più chiare, ricordi ed emozioni venivano spontaneamente, problemi che erano lì da tempo venivano visti ora in maniera diversa, situazioni sulle quali non si era mai lavorato si risolvevano. E quando veniva un’emozione, era di solito un tipo di sospiro profondo, di sollievo senza altri contenuti. Non c’era una tematica a questa tristezza e si poteva provare in maniera buona e sicura. Il sospiro poteva alternarsi spesso alla risata. C’era sempre un profondo senso di benessere, persino durante l’espressione di emozioni profonde.
Sembrava che ci fosse un secondo instroke. Quello che ora appare chiaro é che il primo movimento dell’instroke con il quale stavamo lavorando, era di fatto un processo secondario di un instroke più profondo. Il movimento di raccoglimento, il trattenimento, l’espressione emozionale erano manifestazioni di mobilitazione di un processo dell’instroke più profondo, che non poteva essere visto direttamente.
Verso la fine degli anni ‘ 40, Reich ha scritto chiaramente che la scarica delle emozioni non era né l’essenza del lavoro né cosi importante che si verificasse. Cosi come l’emergere dei ricordi e lavorare attraverso materiale storica non era quello su cui stava lavorando. La scoperta di questo instroke primario dà un senso all’affermazione di Reich. Noi crediamo ora che é possibile lavorare senza scarica/espressione, senza necessariamente dover lavorare attraverso materiale storico. Possiamo ora evitare i limiti ed i rischi del lavoro classico di scarica, e continuare comunque a lavorare energeticamente.
Se osserviamo il diagramma che segue (Diagramma II), possiamo vedere che c’è un movimento energetico primario ed un movimento energetico meccanico. Il movimento meccanico é un riflesso diretto a livello psicosomatico e comportamentale di ciò che accade ad un livello primario. A livello meccanico, il sistema neuro-muscolare é coinvolto direttamente. Ogni esperienza energetica sarà riflessa in movimento fisici cosi come in emozioni. Quando si lavora su questo livello, il paziente deve scaricare le emozioni, lavorare attraverso materiale storico, interpretare ed integrare.
Quando l’esperienza energetica resta sotto questa scissione tra psiche e soma, lo stato emozionale e neuromuscolare non deve essere coinvolto. Questo é più vicino alla funzione plasmatica, come é rappresentata nell’ameba. A questo livello, non ci sono ricordi da risvegliare, emozioni da attivare o muscoli da rilasciare. Questo é ciò che vediamo quando mobilitiamo l’instroke primario. La persona di solito non si muove. Si va spesso dentro uno stato alterato di coscienza – si va verso qualcosa menzionata in precedenza molto simile ad uno stato di meditazione o alpha.
E’ qui che giace il problema e i cambiamenti si producono. Ciò che vediamo quando il comportamento del paziente cambia é semplicemente un riflesso dell’alterazione ad un livello più profondo. Dopo la mobilitazione dell’instroke, una più piena pulsazione é possibile. Noi vediamo allora queste alterazioni riflessi nel livello “più alto” della psiche e del soma. Tutti i cambiamenti menzionati prima nel corpo e nel sé, cosi come la caduta della corazza sono risposte frutto di una ri-sistemazione a questo livello più profondo, più primario. Vi é una ricostruzione delle funzioni a livello del nucleo. Possiamo anche vedere la creazione delle giá citate strutture interiori, che indica una nuova struttura nelle potenzialitá del nucleo e nel suo funzionamento.
Non c’é spazio sufficiente per andare oltre su questo. Verrá comunque ripreso negli articoli successivi. Ció che é importante sapere ora é che il processo di instroke é un movimento profondo verso l’interno che non ha segni visibili per l’osservatore esterno. E’ come guardare qualcuno che medita. A volte puó anche essere sentito dagli altri nella stanza. Ma appare come se nulla stesse accadendo. Infatti, la persona sta andando in profonditá e allo stesso tempo creando e ri-creando ció che é.
La breve descrizione dell’instroke e la sua funzione é per aiutare ad introdurre gli articoli successivi. i principi sottolineati qui trovano la loro strada nelle nostre vite in tante formulazioni diverse.
Gli articoli successivi descriveranno alcuni di loro e mostreranno come l’instroke é cosí importate per uno sviluppo rapido, nelle nostre vite odierne e nel processo terapeutico. E’ mia convinzione che il futur delle psicoterapie corporee energetiche giace molto nello sviluppo della mobilitazione dell’instroke della pulsazione.
Will Davis

SCUOLA EUROPEA REICHIANA
Mas de La Capelle
Route de St. Côme
30420 Sinsans, France

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