La via dello Spazio e della Gioia

“Ogni nuovo giorno, ogni nuovo orizzonte, ogni nuova alba di stupore, di superamento di un limite è avventura e creatività. E’ comprensione del viaggio verso l’infinito ed è esplorazione della perfezione primordiale.  In altre parole questa è la tradizione Tantrica”.

Partire da ciò che siamo e realizzarlo significa abbandonare il sentiero e diventare praticanti selvatici, se non addirittura folli (un po che Shiva un po come i Baul erranti: il folli di Dio). E’ riconoscere lo stato naturale autentico di libertà dimenticata. Ed è porre l’attenzione alla coscienza che emerge dalla propria consapevolezza dell’attimo vissuto, come farebbe un’animale, un  abitante dei boschi o un nomade Tantrika.

Il nostro centro pulsante della vita è gioia, ed è l’invito ad agire in sintonia con se stessi, privi di pregiudizi e degli ancoraggi generati dalla memoria mentale, oltre le consuetudini, autenticamente al di là del bene e del male.

Il segreto è nell’agire per il piacere e la gioia di agire senza scopo, senza aver prima definito una conseguenza.

AVERE UN ORIENTAMENTO SENZA LA NECESSITA’ DI UNA META

E’ tempo di naturalità e collegamento all’essenza delle cose. La conoscenza proviene dall’interno, dalla capacità di interiorizzare l’esperienza vissuta ed è sintonia e intuitività senza mentalizzazione.

In questo gesto di ascoltare profondo si incontrano rivelazione, celebrazione e grazia.

La naturale naturalità è uno stato di grazia; è uno sguardo puro attraverso l’innocenza, la spontaneità nell’impeccabile sobrietà, è la possibile alternativa tra rigore e l’indulgenza.

IL PURO SGUARDO BRUCIA L’INUTILE

Contemplare, ascoltare il mondo dentro e fuori di noi è prestare attenzione alla dolcezza delle cose; è lasciare che la magia della natura ci invada, è concedersi una pausa e permettere che la meraviglia ci possegga, ci catturi con il suo impalpabile respiro, con la sua selvatichezza capace di esprimere una forza calma, come quella di un’onda che si gonfia e poi frange sulla riva; come quella di una nube che si concentra e si contorce carica di pioggia; come le lingue guizzanti di un fuoco che scalda.

Questo è riconoscere la grazia ed essere nella grazia è scoprire la bellezza e la tranquillità nel bel mezzo di un uragano. (al suo centro vi è la quiete)

VIVERE NELLA GRAZIA E’ L’ABILITA’ DI STARE IN PRESENZA DI UN DIO SELVAGGIO E DEL NULLA, TRA IL SILENZIO ED IL BATTITO DEL CUORE.

Consapevoli che la parola non può esprimere che un frammento infinitesimale della conoscenza umana, dato che ciò che possiamo pensare e dire è sempre incommensurabilmente minore di quello che possiamo sperimentare; convinti che l’esperienza dell’ascolto sia più profonda che il capire mentalmente…altresì riconosciamo quanto sia inevitabile l’utilizzo della parola per comunicare principi e concetti che per loro natura trascendono la parola stessa.

La parola è come una finestra aperta su un paesaggio: non lo descrive, ma ne è un parziale preannuncio, un suggestivo passaggio verso un luogo altro…da esplorare.

Buona vita

Franco H. il tantrika

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