Meditazione Biodinamica – Ascolto profondo: danza in chiave tantrica

Introduzione

L’ascolto è  la semplicità naturale di stare con se stessi … se ne esplora la dimensione sconosciuta, il rapporto, gli effetti sensibili nel nostro corpo e nella nostra mente… Ed è attraverso questo gesto che il praticante viene accompagnato adeguatamente nell’esperienza dell’Ascolto Profondo: chiave di accesso per raggiungere il cuore della consapevolezza.

Nell’attenzione al respiro o al fluire dei pensieri rivolta all’introversione, verso la profondità,  la percezione senza sforzo invita la mente alla concentrazione fluttuante ed è questo, ciò che costituisce il lavoro del praticante.

E’ dall’attenzione sensoriale allenata che è possibile imparare a “sentire” profondamente:

“In quella che per tutti gli esseri è la notte, là l’uomo, padrone di sé stesso, è desto.Dove tutti gli esseri sono desti, quella è la notte del sapiente che vede.”    Tratto da: Bhagavad-Gita, sloka 2.69

La pratica

La creatività è un elemento molto importante nel Tantrismo. In questa pratica ognuno andrà ad inventare il proprio movimento nel rispetto del proprio corpo. Qualunque forma andrà a prendere, qualunque gesto verrà compiuto servirà soltanto a lasciare che il corpo entri in una risonanza con il cosmo: è il corpo che entra in risonanza con la vibrazione dell’Universo.

 Lo yoga tantrico insegna al corpo a percepire le vibrazioni prima della mente.

Nel Tantra Yoga sono fondamentali la libertà di sensazione, di movimento, di espressione, di percezione che attraversano il corpo. Esso cambia continuamente il suo stato sotto l’influenza delle più piccole emozioni.

Il corpo naturale è quel corpo senza tensioni, ed è il principio  di conoscenza dell’essere naturale. Essere liberi e naturali significa  lasciare libero il manifestarsi delle emozioni.

Il corpo naturale diventa spazio senza materia: all’inizio la percezione dura poco ma è un inizio di consapevolezza che condurrà alla percezione del corpo cosmico (senza materia); con il tempo esso troverà spontaneamente le sue sensazioni, i suoi movimenti e la sua naturale dimensione. La pratica stessa agisce per regolare “il fare e il non fare” dei movimenti, quindi c’è un’assoluta libertà del corpo nel decidere se smettere di fare o continuare.

 Nella creatività del movimento c’è la liberazione dal mentale.

 Questa pratica, che all’interno del concetto di percezione corporea e di principio di unione con l’assoluto si può definire yoga (ma non per quello che riguarda il concetto “tradizionale”) tende a potenziare le emozioni ma allo stesso tempo a renderle più fluide anziché lasciarle stagnanti e bloccate. Questo  permette  di cogliere la giusta dimensione delle emozioni, in questa maniera si risveglia la vitalità. Così il corpo, la mente, la parte emotiva di noi diventano fluidi ed anche la nostra vita diventa fluida, ed il nostro respiro entra in comunione con quello dell’Universo.

Ogni movimento sarà così armonioso e liquido all’interno di una meditazione costante che occuperà ogni momento del giorno. Questa consapevolezza del movimento e della percezione si manifesterà in ogni cosa noi toccheremo, rientrerà nella sfera del nostro contatto percettivo (come se fossimo una sfera fluida e calda che entra in contatto con una materia altrettanto fluida e leggermente densa).

 Il Tantra è una pratica spirituale radicata nel corpo.

 Una volta immerso il corpo in questo movimento lo si rallenterà il più possibile (i movimenti con l’andare del tempo saranno sempre più fluidi e si armonizzeranno col respiro) avremo la piena percezione della nostra presenza nello spazio, attraverso la pelle (la percezione aumenta se si pratica nudi) sentiremo la sostanza e la vibrazione di ciò che ci circonda, faremo parte del movimento del Cosmo.

 La meditazione proposta all’interno del movimento naturale, simile ad una danza libera è una vera pratica: molto semplice ma in alcuni casi necessita di tempo prima di poter diventare veramente fluida ed a quel punto si potrà sperimentare come le emozioni attraversano il corpo anziché bloccarsi e irrigidire la/le zone in cui si intrappolano. Si potrà osservare come la pratica non sarà mai la stessa: a volte la fluidità sarà semplice e a volte nulla vi sembrerà funzionare! Questo è normale ed è giusto e perciò si praticherà con maggiore frequenza al fine di liberare la fluidità del movimento, per entrare in comunicazione con la parte creativa della vita…

 Attraverso la libertà della respirazione e la viva percezione dell’unione con il corpo si raggiungerà una sensazione di totale fusione. Questa è l’espressione fisica della “non dualità”.

Ad un certo punto il corpo non avrà più limiti: tutta la fluidità della materia si trasformerà in una fluidità mentale e questo potrà anche condurre verso un’esperienza di beatitudine, con la possibilità (mai certa) di  esplorare il cosìdetto “Samadhi”

La rivoluzione esterna ha bisogno di coinvolgere un sacco di persone, la rivoluzione interna funziona più semplicemente e coinvolge soltanto noi.

 Praticare è la fine della solitudine: ciò significa entrare in contatto con il Tutto.

 La Quiete

  Al termine della musica anche il movimento della danza si fermerà e con gesto rapido ci si stenderà in posizione comoda (Savasana) in silenzio e senza far niente. Ci si lascerà espandere e penetrare dal silenzio circostante. Deposto nell’ascolto profondo, il corpo incontrerà  l’emergere di sensazioni di risonanza e vibrazione, si potrà percepire una intensa  pulsazione chiamata dai Tantrici: Spanda. Lo Spanda è un presentimento delizioso e molto sottile che potrà irradiarsi nell’addome o da qualunque altro organo, per espandersi  a tutto il corpo. Non c’è nulla da fare, solo ascolto e quiete pura, rimanendo con quello che c’è, nel riposo e nella presenza.

 Nel silenzio esterno ascolta  il suono del tuo corpo…

la vibrazione come una danza silenziosa continuerà…

 Conclusione

 Questa quiete porterà l’ego a mollare la sua solita presa: non avrà più dove aggrapparsi;  anziché ritrovare  una massa rigida e fissa, avrà dinnanzi una moltitudine di atomi danzanti!!!

L’Ego, rappresentazione dell’Io narcisista è la parte nevrotica della Coscienza. Quando l’Ego si rilassa potrà  anch’esso sciogliersi nella Coscienza Assoluta! Al contrario di quanto sostengono altre discipline o filosofie che inducono a distruggere l’Ego, in questa pratica anziché cercare di “tagliargli la testa”  lo accarezzeremo danzando!

Lo Yoga Tantrico non cerca di eliminare o cancellare nulla, ma aspira ad integrarlo nel movimento, questo avviene sostanzialmente nella pratica  e di conseguenza nella danza. Questo è molto facile da capire concettualmente, ma piuttosto difficile da applicare, perché è necessario che tutto rientri in questo movimento sottile e delicato a volte anche lento.

Attraverso questa pratica danzante (che ha radici nelle danze tradizionali indiane Kirtan, Tandava e Latihan) giorno dopo giorno, potrà accadere che l’espansione diventi maggiore e la contrazione più forte  e allo stesso tempo più fluida e più rapida. Lasciamo che la vita possa entrare tutta e successivamente uscire tutta.

 Questa pratica probabilmente farà rimuovere piuttosto velocemente (in circa 3 settimane) tutto il sistema emozionale. Tirerà fuori emozioni molto intense e renderà libero il corpo alla vibrazione.

…dobbiamo dimenticare l’idea  di noi stessi che alimentiamo, che ci siamo costruita; dobbiamo necessariamente entrare nella quiete e nel silenzio, in quel luogo dove tutto ha inizio…Il corpo, liberandosi dalle emozioni le offrirà allo spazio, dissolvendole.

Questa è una pratica che possiamo  definire “ecologia interiore” o anche Laya Yoga;  ovvero sarà come buttare via cose vecchie che si trasformeranno, per le leggi naturali che governano il cosmo, in qualcosa di nuovo, diverso e mutevole.

Il corpo si arrende e si abbandona alla dolcezza

sara-beth

buona vita

Franco H. Mignone

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