Aforismi di “fine” anno

Carissimi tutti,

eccoci nuovamente con voi dopo una forzata e lunga sosta che ci ha portato lontani dalle nostre passioni ed interessi. Lasciate dietro di noi le avversità e gli inciampi vorremmo salutarvi con un articolo di fine anno per poi ritrovarvi con nuove energie il prossimo Gennaio.

Questo articolo giunge in un momento di transizione significativo: per molte persone è un periodo di crisi da affrontare, molti cambiamenti in atto per tanti di noi, la fine di un ciclo…o i preparativi per le feste di fine anno, e poi non ultimi la fine del 2012 e  l’aver superato la data del 21 dicembre. Tutte queste cose hanno avuto in comune una parola, anche se impercettibilmente anche se sottovoce si è insinuata la parola Fine. Si proprio così  FINE, END, FIN, ENDE…è risultata una delle parole più richieste su google negli ultimi giorni… Un po tutti chi più chi meno un pensiero al significato di fine lo abbiamo fatto. E oggi? Cosa accade oggi? Niente…si torna nuovamente alle solite rincorse, ai soliti affanni, a nuovi progetti a nuove aspettative…va  beh in fondo la vita continua… che ci possiamo fare?

 Io invece voglio provare a rimanere ancora un poco ad osservare questa parola “fine”, magari sino al 31 …e nel fare ciò, casualmente, mi sono ritrovato in mano alcune frasi di un libretto scritto da un uomo particolare vissuto a cavallo tra 1800 e 1900,  un uomo dalla capacità naturale di ascoltare e percepire la vita attorno in maniera differente dalla moltitudine…un essere sensibile …ma proviamo un po ad ascoltare cosa lui ha da dire a noi…

 “Fine. Una frase soltanto: nitida, secca, essenziale, eppure d’una densità straordinaria. Un mondo di possibilità interpretative che si apre allo sguardo di ogni lettore che abbia tempo: tempo di leggere, senza fretta, e riflettere sulle parole, cercando di ritrovarne il peso, di conquistarne il senso, o, per lo meno, di fissarne uno fra i tanti possibili.

 …sembrerebbe un’introduzione ad un Ascolto Profondo…no?

 “Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.”

 …e si, si tratta di contemplazione…e ancora:

 “In teoria vi è una perfetta possibilità di felicità: credere all’indistruttibile in noi e non aspirare a raggiungerlo. L’indistruttibile è uno; ogni singolo uomo lo è e al tempo stesso è comune a tutti, da qui il legame fra gli uomini, indissolubile come nessun altro.”

“Tutti gli errori umani sono impazienza, interruzione precipitosa di ciò che è metodico, apparente recinzione intorno all’apparente.”

 …interessante vero?….e poi:

 “Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un appiglio.”
“Da un certo punto in poi non c’è più ritorno. È questo il punto da raggiungere.”

“La via è infinita, nulla c’è da togliervi, nulla da aggiungervi, eppure ognuno vuole metterci anche il suo metro infantile.”

 …sembrerebbero tratti da un testo di yoga tantrico kashmiro …alla Baret!

 “Come un sentiero d’autunno: appena è tutto spazzato, si copre nuovamente di foglie secche”

“Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un appiglio.”

 … sono forse aforismi zen?

No niente di tutto questo. Quelli che avete appena letto sono alcuni degli Aforismi di Zürau di Franz Kafka. Ospite a casa della sorella Ottla e protetto, in un certo senso, dalla malattia – come ebbe egli stesso, più volte, occasione di dire– Kafka trascorse a Zürau un periodo di intimo ripiegamento, lontano dai quotidiani assilli del lavoro, da Praga, lontano dal resto della famiglia, libero da ogni vincolo o dovere, disposto ad ascoltare con orecchio attento la voce una e molteplice del mondo. Il piccolo paese boemo, nel quale la presenza umana pare rarefarsi e il tempo rallentare, gli si mostra come «un quadro condensato del vivere e del morire» , l’emblema stesso della condizione umana.

aprire la porta al nuovo

Ecco quindi questo ultimo esercizio di Ascolto per il 2012 che termina: un pò ironicamente un pò seriamente vi ho condotti in una “degustazione al buio” ( come dicono i sommeliers)…

Se privata dell’etichetta una bottiglia di vino è soltanto una bottiglia di vino ed il vino ha la possibilità di esprimere se stesso senza condizionamenti, senza preconcetti, senza suggerire aspettative… è soltanto ciò che è nella sua autenticità ed essenza.

E questo vorrei invitarvi a fare da oggi, dal nuovo giorno che sorge, per il nuovo anno….vi vorrei invitare ad ascoltare profondamente con noi le cose per quello che sono: un aforisma senza autore, un vino senza etichetta, un dipinto senza firma, una passeggiata senza sentiero segnato… Auguro a tutti voi che la vita porti molte sorprese, molto stupore, molta meraviglia e magia perché:

 “Ogni volta che scopriamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo”

 Questo è il nostro (mio e di Patrizia) augurio per il nuovo anno, per tutto ciò che di nuovo arriverà…e soprattutto ( e questa è una promessa) per quello che stiamo preparando per il 2013. Ci saremo con tutti quelli che ci vorranno continuare a leggere ed …ASCOLTARE!

Buona vita

Franco H. Mignone

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