“La Pratica della Consapevolezza” ( Mindfulness)

“Meditare non è stare fermi senza pensare a nulla, meditare è risvegliare la mente”. Ven.  Lama Giang Ciub  –  insegnamenti di psicologia Buddhista.

BuddhaLa pratica della consapevolezza del respiro è la base per ogni lavoro con sé stessi.

Essere in uno stato di consapevolezza vuol dire portare un’attenzione focalizzata, intenzionale e non giudicante, all’esperienza del momento presente, che permetta di fotografare e cogliere la propria esperienza ai vari livelli: sensazioni, emozioni, pensieri. Lo sviluppo della capacità di sintonizzarsi con il tempo presente permette di costruire un senso di stabilità e sicurezza, come una finestra da cui guardare al mondo delle cose, delle relazioni, senza esserne travolti. Alla base delle pratiche meditative troviamo l’attenzione costante al respiro e al processo del respirare. Il respiro è ciò che ci collega alla vita: lo possiamo immaginare come un filo che unisce tutti gli eventi della vita dalla nascita alla morte. Il respiro può essere percepito come un onda che, attraverso il suo scorrere nel corpo, accarezza, dà vitalità ed energia; può essere utile, a volte, sentire che è possibile affidarsi all’onda del respiro e lasciarsi cullare. È possibile ottenere tutto ciò attraverso l’osservazione del proprio respiro, liberi dal bisogno di controllo o di modificare, accompagnando l’esperienza con uno sguardo attento e curioso. Il respiro è strettamente collegato al proprio umore, può essere più veloce quando si è agitati, eccitati, arrabbiati, oppure più lento, soffice e leggero quando si è più rilassati o assonnati o estasiati, oppure quasi inesistente quando la paura paralizza il corpo e la mente. Il respiro può diventare la propria ancora per stabilizzare la mente e il corpo ed imparare a creare quel ponte con il proprio Sé.

Ascoltare con il Cuore – Apprendere l’abilità di auto-osservazione dell’esperienza

Addestrare la mente allo sviluppo della capacità di concentrazione è il primo passo per prendere in mano le redini della propria vita e delle proprie scelte, per togliere potere al pilota automatico, risultato di automatismi comportamentali costruiti attraverso le esperienze del passato. Permette inoltre di apprendere l’abilità di auto-osservazione dell’esperienza, facilitando la comprensione della sottile relazione tra il corpo, la mente e il cuore. Lo sviluppo di uno stato di consapevolezza  è di aiuto nel costruire un processo di cambiamento e di guarigione, perché insegna a modificare il proprio modo di affrontare e di reagire alle situazioni difficili della vita, spesso fonti di ansia e di depressione. Negli ultimi anni numerose ricerche hanno evidenziato l’efficacia clinica delle tecniche meditative di consapevolezza, sia nei confronti di patologie psichiche che di disturbi fisici, non necessariamente psicosomatici.

La pratica della consapevolezza offre uno strumento per interrompere il circolo vizioso che annulla il potere personale e imprigiona l’esperienza in un mondo precostituito di ansia, paure, fobie, ossessioni, dipendenze. La volontà e la determinazione a voler riappropriarsi della propria capacità di esperire il mondo e la pratica costante dei passi fondamentali per sviluppare lo stato di consapevolezza  sono gli ingredienti fondamentali per riconoscere la propria struttura ed iniziare a produrre un cambiamento.

Diventare consapevoli in una diversa qualità di presenza

In una fase iniziale sarà molto più facile diventare consapevoli di come la mente è manipolata e direzionata da strutture precostituite; solo in un secondo tempo si potrà divenire consapevoli del momento in cui si sceglie di essere presenti all’esperienza. La pratica costante può stimolare e sostenere la mente a sviluppare la capacità di conoscere, investigare, comprendere la realtà delle cose. Possiamo pensare alla mente come ad un cannocchiale, che siamo stati molto abili a puntare e mettere a fuoco  nella direzione giusta, con cui siamo riusciti a trovare il giusto equilibrio nella messa fuoco; ora dobbiamo fermarci e dare tempo all’immagine di emergere e all’occhio di abituarsi, per questo ci fermiamo ad  aspettare che la realtà si manifesti alla nostra coscienza. Situazioni difficili, momenti di conflitto, di paura o di ansia, fanno parte della vita, ciò che diventa possibile è imparare a scegliere la risposta migliore, invece di subire o essere controllati da pensieri, sensazioni, emozioni.

La mente si distrae e si disperde soprattutto quando cerca di restare attaccata a certi pensieri o situazioni, o di evitare o fuggire da altre; la Mindfulness, nell’offrire una diversa qualità di presenza, permette la costruzione di una differente visione, prospettiva delle esperienze della vita ed aiuta ad assumere una visione più ampia, una relazione diversa con l’esperienza. È fondamentale ricordare che il primo passo da compiere è diventare maggiormente consapevoli della propria esperienza, per poter  generare una risposta consapevole.

“Vivere momento per momento, nell’ascolto e  nella condizione di piena consapevolezza all’interno di un viaggio di scoperta di se stessi, di una maggior indulgenza orientata ad una moltitudine di direzioni…con lo sguardo curioso ad ogni possibile sorpresa…”  Franco H. Mignone –  il Tantrika

buona vita!

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2 thoughts on ““La Pratica della Consapevolezza” ( Mindfulness)

  1. Eccolo lì, l’ottimo Mignone che conosco! :-)
    Articolo perfetto in ogni sfumatura e, aggiungo, anche stilisticamente e grammaticamente ineccepibile, il che, anche se non è certo questo ad essere importante, non guasta ;-)
    Novità? … no, forse non sono novità quelle che scrivi, ma hanno una doppia, importantissima valenza: introdurre, attraverso la curiosità e la speranza in una vita migliore, questi argomenti a chi ne è novizio o addirittura non ne ha mai sentito parlare, sotterrando un piccolo seme che, chissà, spingerà domani ad un importante viaggio di ricerca; ricordare che questi non sono solo concetti, buone letture, ma che devono essere un percorso di viaggio fatto con costanza e determinazione. Perché è proprio questo il maggior pericolo in questa via: la scarsa determinazione, con l’entusiasmo che nasce come forte fiamma ma si estingue in poco tempo.

    Un caro saluto – ed un augurio di serena Pasqua – a te, alla tua compagna ed a tutti i tuoi lettori e frequentatori delle vostre attività :-)

    P.S.: quando rinnoviamo la tradizione del Britannia (se esiste ancora)? :-D

  2. Olà Fransisco…grazie delle belle parole… cerco di fare del mio meglio leggo scrivo, taglio, ritaglio metto in sieme i concetti ….cerco di semplificare sempre più questa massa informe e apparentemente complessa che sono le “discipline” della ricerca del Se o anche dette Spirituali.
    Per il resto … vedi Britannia… rispondo via mail..heheheh ;o)
    Buona vita a Voi

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