Prakasha e Vimarsha – Consapevolezza non duale

Il Gesto Sacro

“…quando un essere umano è presente a se stesso, quando il suo vivere è incarnato nell’attimo, quando il suo pensiero, la sua parola e la sua azione sono tutt’uno e sono in armonia, ebbene è quasi certo ci si trovi di fronte ad un evento sacro…ad un istante più o meno breve che rivela la nostra essenza divina, quella essenza che quasi tutti hanno dimenticato o ci nascondono …non c’è più nobiltà, non c’è più regalità, non c’è più Gesto Sacro in cui l’uomo si soffermi…il sacro non è lontano da noi, il gesto sacro non è esclusivo di persone o di particolari divinità… restando attenti a noi stessi fondendoci in quello che stiamo facendo in quel preciso attimo ogni luogo diviene un luogo sacro dove si può incontrare Dio senza morire… perché il segreto della spiritualità sta nelle nostre azioni, sta nei gesti sacri che si realizzano, nella presenza nella semplicità della quotidianità… Per estensione il Gesto Sacro sovente era associato ad un gesto sacrificale, tanto da divenire un rituale in cui avveniva appunto un rito sacrificale. nel mio modo di intendere il sacro, il gesto invece può divenire un “sacrificio” nel senso che: si sacrifica al divino una parte del nostro io, ci si fonde nell’azione, ci si ricongiunge a Dio dimenticando le sovrastrutture dell’Io…”

Franco
 yoga-namaste
Senza aspettative
“Ciò che mi accade è un regalo. Ringrazio. Sono in risonanza con questo regalo. Non è un regalo che corrisponde alla fantasia di quello che dovrebbe essere la mia vita. E’ ciò che è: la realtà. Non è un incidente. Quando sento questo profondamente, ascolto la vita senza fare commenti. E se faccio un commento, me ne rendo conto…senza commenti.
Non posso impedirmi di commentare, mi è chiaro, non pretendo che dovrei essere diverso; mi rendo conto che sto ancora pensando che qualcosa dovrebbe essere diverso. Quando mi familiarizzo con questo terreno – guardare la vita senza sapere, vale a dire senza aspettativa, senza commenti derivati dal passato e, profondamente, senza passato – l’amore della bellezza per la bellezza, senza selezione.” Eric Baret –  da L’unico desiderio

 

 

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One thought on “Prakasha e Vimarsha – Consapevolezza non duale

  1. Carissimi! :-) Mi spiace non poter partecipare ai vostri incontri, ma mi fa sempre piacere leggere gli spunti che proponete in questo vostro spazio… informatico ;-)
    Eric Baret parla dello “osservatore”, ovvero di colui che osserva senza partecipare, o meglio, partecipando osservando. E poiché nella stessa persona non può esistere contemporaneamente l’osservatore e l’osservato, alla lunga, se c’è costanza e “passione”, l’osservato a poco a poco svanisce, l’osservatore se ne libera ;-)

    Per dirla come vi è consono… buona vita a voi! :-D

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