Laboratorio: L’arte del respiro

L’arte del respiro: la via dello spazio e della gioia

“Agganciarsi a un lembo di respiro che riporta qui

Qui nell’istante.

Qui ed ora.

Nell’aprirsi della leggerezza

In unione con cirri di nuvole, spazio, albero, gatto, io.”

respiro_sank

 Un incontro per scoprire e conoscere il respiro attraverso essenziali – e per molte persone nuovi  – punti di vista esperienziali e teorici:

  • L’ascolto del respiro potrà essere presente durante tutto il lavoro corporale per scoprire in quali parti del corpo avviene quel fluido movimento d’aria, l’espansione e la riduzione attraverso una pratica di esercizi corporei
  • La conoscenza della fisiologia del respiro, il diaframma: l’importanza di un muscolo attivo e dotato di grande elasticità che conduce al movimento respiratorio fondamentale
  • La percezione dell’energia vitale: il pranayama. Con semplici pratiche, ma di grandi effetti, che portano a prendere coscienza dei profondi benefici della millenaria “Scienza del respiro” yogico
  • La Respirazione Primaria incontra il respiro attraverso la visione biodinamica (craniosacrale)
  • Sperimentare che il respiro costituisce un sentiero attraverso il quale avvicinarsi con gradualità e naturalezza, alla dimensione meditativa.

L’incontro è aperto anche alle persone che non hanno conoscenza di queste materie e a metà mattinata sarà offerto un brunch biologico.

Un lavoro guidato per consentire a ciascuno dei presenti, di percepire la profonda connessione con il “Respiro della Vita”.

Introduzione

Respirazione polmonare (secondaria) e Respiro della Vita (primario)

Sovente il nostro corpo è contratto, allo stesso modo anche il nostro respiro è compresso,  influenzato da emozioni, paure e tensioni. Tendiamo a controllare inspirazione ed espirazione, in una continua manipolazione psichica.

Le tecniche respiratorie (pranayama) portano pace nella mente. Portano pace nel cuore.
Dare al proprio respiro la grande opportunità di tornare spontaneo come succedeva nell’infanzia fa percepire un senso di tranquillità interiore, di quiete. Corporea e psichica.
Nella pratica dello yoga, durante la meditazione e gli Ascolti Profondi, impariamo passo dopo passo ad ascoltare il respiro, anche naturale, anche libero, a percepirlo in diverse parti del corpo ascoltandolo anche nella sensazione globale.

Ad una domanda su cos’è il pranayama, Jean Klein – Maestro dello Yoga Tantrico Kashmiro – rispose:
“Pensare e respirare si trovano in una relazione molto stretta. Quando il nostro respiro è teso o agitato, anche il pensiero lo è. Il pranayama serve a calmare il processo del respiro che a sua volta placa la mente. Quando il pensiero è momentaneamente in pace, ritorniamo alla nostra natura originaria, alla beatitudine del silenzio. E’ la stessa cosa che accade nel sonno profondo, la coscienza dell’io non è più presente, vi è un silenzio assoluto. Il silenzio è sotteso a tutte le funzioni mentali, proprio come lo è rispetto ai tre stati di vigilanza, sogno e sonno. Essi sono sovrapposti al silenzio. Essi sono nel tempo, mentre il silenzio è oltre il tempo.
Quando si diventa più sensibili al corpo, si ha l’impressione che il processo di inalazione-esalazione non sia più localizzato. Il respiro si trova tutto intorno a te. E’ importante vedere come viviamo prevalentemente sul piano mentale. Pensa con tutto il tuo corpo, senti con tutto il tuo corpo. In un sentire globale, in una sensazione globale, tu vai nella tua camera e tocca tutta la tua camera. Esci e tocca le nuvole, gli alberi e l’acqua. Non vivere in uno stato di isolamento. Attraverso la tua radiazione, comunica con tutte le cose. In questa espansione non vi è spazio per l’ego perché l’ego è una contrazione. L’amore è espansione, un senso di spazialità. La sensazione dell’espansione nello spazio è molto importante. Non ti fissare però su una comprensione verbale. Abbi la reale sensazione di ciò che dico, tutto ciò non è soltanto qualcosa che può essere discusso. Tu devi arrivare a farne un’esperienza”

La visione biodinamica craniosacrale, come lo yoga, è un’arte.

Nella sua pratica comprende allo stesso modo le mani, la mente e il cuore. Il principio universale della manifestazione della Vita, così come noi possiamo sperimentarla, trova la propria eco e la propria espressione nel nostro corpo ed in qualsiasi forma di vita, è ciò che il Dottor W. G. Sutherland – scopritore e ideatore di questo approccio terapeutico – definì  “Respiro della Vita”. Oltre al ritmo cardiaco e respiratorio polmonare Sutherland osservò l’esistenza d’un terzo ritmo corporeo dinamico, che chiamò “il ritmo del Respiro della Vita”. Il Respiro della Vita si manifesta in un insieme di movimenti sottili, involontari e delicati, che hanno origine al centro del corpo, nel sistema nervoso centrale e nei fluidi. Sutherland iniziò a definirlo come “la nostra forza vitale primigenia” precedente la nascita e incarnata nell’embrione umano (da lì il termine respirazione primaria); un elemento invisibile che contiene un’intelligenza innata, fuori dal tempo e dallo spazio. È fondamentalmente espresso come una serie di ritmi simili alle onde. Lo chiamò Respiro della Vita riprendendo il termine dal libro della Genesi: “…Dio soffiò nelle narici il Respiro della Vita e l’uomo divenne un’anima vivente.” Lo utilizzò in senso più laico che teologico, assimilandolo al ritmo del respiro. Poi negli anni successivi Sutherland usò in alternativa parecchie e diverse metafore tra cui “luce liquida”, “un fluido entro i fluidi”, “potenza intelligente”, “intelligenza della marea”.

Il lavoro terapeutico consiste nel collegarsi a questo respiro e a quelle energie che si manifestano nelle strutture anatomiche, nel corpo fluido; quest’arte si esprime nella quiete, nel ritorno alla nostra natura originaria e alla beatitudine del silenzio.

La relazione tra l’operatore e il cliente diviene un’esperienza di ascolto profondo e sensoriale.

 

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2 thoughts on “Laboratorio: L’arte del respiro

  1. L’importanza del respiro è nota da millenni. Si può tranquillamente dire che quasi tutti noi occidentali non sappiamo respirare, può sembrare una dichiarazione balzana ma è proprio così. E ormai, aggiungo, anche molti orientali hanno preso la nostra strada. Eppure credo che ognuno di noi abbia facile percezione e ricordo del legame che c’è tra pensiero e respiro, come scritto nel post. E soprattutto è importante sottolineare come questo legame sia bilaterale: non solo il pensiero influenza il respiro, ma è anche il respiro ad influenzare il pensiero. Ben vengano perciò iniziative come la vostra, spero che abbiano il successo che meritano :-)

  2. Heilà
    ….e perchè non vieni anche tu a respirare con noi?
    Le iscrizioni per questo laboratorio si chiudono Mercoledì 13. Tieni presente che anche se in una versione ridotta, sabato proporrò un Ascolto Profondo a fine mattinata, quindi avrai l’occasione di “assaggiare” anche questa pratica.

    ciao e… buon respiro a Voi!

    Franco

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