Allarme dagli Usa: lo yoga può anche far male…

Salve a tutti  a conclusione dell’iniziativa “Yoga Porte Aperte” dello scorso fine settimana,  ancora meravigliati dall’affluenza e dal successo riscontrato, ci riservamo oggi uno spazio di riflessione sulla nostra visione da praticanti decennali dello Yoga, della sua realtà attuale e del futuro verso cui si sta evolvendo.

Per fare ciò anzichè scrivere un’elogio dello Yoga italiano o ancor più europeo, scegliamo di partire da un’opinione controversa sullo yoga, utilizzando due articoli del giornalista Federico Rampini in cui scriveva in merito allo Yoga cose “allarmanti”, imprecise e a parere di tanti, poco obiettive. Noi ci limitiamo a produrre quanto pubblicato nel gennaio 2012: in prima pagina su Repubblica il 9 gennaio “Yoga, il mito si incrina. Non fidatevi, fa male” ed il 10 gennaio sul suo Blog personale “Allarme dagli Usa: lo yoga può anche far male”ed infine sempre sul blog il 19 gennaio “Quell’articolo galeotto sullo yoga”. Siamo certi che il lettore potrà trarre le sue conclusioni sul contenuto esposto da Rampini e ancor  più interpretando i commenti ai due articoli.

Così tanto per dare un’idea dei toni abbiamo scelto di riportare, in testa a questo nostro,  il  titolo originale. Anche se vecchio di due anni, lo riproponiamo ritenendolo ancor più attuale, vista la sempre maggiore diffusione di pratiche acrobatiche denominate “Yoga &…” con l’intento di fare chiarezza e soprattutto di portare ai molti interessati una diversa voce sull’argomento… (a tal proposito suggeriamo soprattutto di leggere i commenti alla fine dell’articolo – iniziando dal basso con il primo commento e risalendo in ordine di pubblicazione –  troverete interventi di insegnanti esperti e praticanti Yoga).

Secondo voi di cosa dovremmo davvero allarmarci?

Buona lettura Franco

https://i1.wp.com/rampini.blogautore.repubblica.it/wp-content/themes/repubblica-blogautore-2011/images/blog-title/rampini.jpg Federico Rampini, genovese, giornalista di livello mondiale, inviato di Repubblica in oriente (Cina ed  India) oltre che Europa e USA  (ma non è nemmeno avvicinabile al livello del signor Tiziano Terzani) osservatore e saggista di “economia e storia sociale” più che di yoga e religioni.

Ed ora andiamo a leggere le parole del signor Rampini.

“Yoga, il mito si incrina. Non fidatevi, fa male”

“C’è il praticante alle prime armi che subisce il “colpo della strega” alla schiena, per una “posizione triangolo”, e resta bloccato a letto per settimane. C’è anche il sedicente guru che si procura una lacerazione al tendine di Achille, facendo il “cane a testa in giù”. E’ un esercito di vittime di una sindrome nuova: gli incidenti di yoga. L’allarme viene dagli Stati Uniti, lo lancia un’autorità nella materia. Glenn Black, guru da 40 anni, allievo del grande maestro indiano B.K.S.Iyengar di cui seguì i corsi a Pune, si è convinto che “la maggioranza delle persone che stanno praticando yoga non sono adatte, farebbero meglio a smettere”. Un giudizio durissimo, suffragato da statistiche inquietanti. Nei reparti di pronto soccorso degli ospedali americani, cresce il numero di ricoverati che arrivano trasportati in ambulanza direttamente da un corso di yoga: i primi 13 casi si verificarono nel 2000, poi venti nel 2001, poi 46 nel 2002, da un decennio il trend è un raddoppio ogni anno. E questi numeri ancora relativamente piccoli non devono ingannare, perché la maggioranza degli infortunati non vanno in ospedale bensì cercano aiuto da un fisioterapeuta, un chinesiterapista o un chiropratico. Una ricerca della facoltà di medicina alla Columbia University di New York censisce un bilancio ben più alto: 231 lesioni alla schiena, 219 alle spalle, 174 ai ginocchi, 110 al collo. Un’ecatombe? (l’articolo continua)”

Non curante del vespaio alzato, ritorna sull’argomento e, utilizzando a suo favore il commento del presidente dell’unione hiduista italiana,  pubblica  il 19 gennaio l’articolo riportato qui sotto… ricevendo un’altra bordata di commenti pertinenti e stucchevoli, eccovelo:

Quell’articolo galeotto sullo yoga…(di Federico Rampini)

Sul mio “dissennato” articolo sullo yoga, già sommerso di reazioni che potete leggere su questo blog, ricevo ora questo commento da Jayendranatha Franco Di Maria (Unioneinduitalianarm):

“Il bell’articolo di Federico Rampini (“La Repubblica”, 9 gennaio 2012) “Yoga, il mito si incrina. Non fidatevi, fa male” dovrebbe meritare al suo autore un riconoscimento da parte di ogni seria organizzazione di praticanti yoga per aver demitizzato diffusi luoghi comuni secondo cui questa disciplina – in poco tempo e con poco sforzo – produrrebbe risultati psicofisici mirabolanti: una sorta di fast-food dell’anima e del corpo dedicato, per la verità, a palati frettolosi, non particolarmente attrezzati e persino un po’ ingenui. (l’articolo continua)

CONCLUSIONE

Yoga Porte Aperte, questo appuntamento a livello nazionale, oramai da 14 anni consente ai partecipanti di entrare in contatto con questa filosofia, che ci è stata donata dall’oriente, filosofia che incarna un profondo percorso umano, di conoscenza ed evoluzione che non ha subito i danni del tempo ma, al contrario, è un perenne veicolo di meraviglia del sentire, del comprendere, accettare, conoscere. Lo Yoga, in queste occasioni si manifesta nel profondo significato del suo termine: Yoga = unione. Tra gli uomini. Unione nel cammino verso la mèta di conoscenza di sè, di quel “campo” comune, quello spazio in cui ci si scopre leggeri e puliti nel corpo come nella mente.
Ed è uno stato che si realizza in pochi minuti, semplicemente affidandosi alla persona che conduce l’incontro. E’ un incontro con la magnificenza dell’esistere. Nella sua semplicità.

Patrizia

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One thought on “Allarme dagli Usa: lo yoga può anche far male…

  1. Certo che può anche far male. Rampini & C. hanno scoperto l’acqua calda :-)
    Sul primo libro di Yoga che lessi, ormai innumerevoli anni fa, trovai scritto “Lo Yoga accetta tutti”. Ciò voleva dire che l’intensità delle asana e la scelta delle stesse permettono a chiunque di praticarlo.
    Ovvio che se uno parte con la posizione sul cranio senza alcun aiuto e senza alcuna base, saranno con ogni probabilità dolori :-)
    Anche l’atrezzo più utile se usato scriteriatamente può provocare danni, va da sé.
    Come sempre i giornalisti estrapolano le informazioni da un contesto assennato e la trasformano in notizie eclatanti e… parziali :-)

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