Attorno alle pratiche di Presenza: Ascolto Profondo, Biodinamica CS, Mindfulness e rilassamento

Salve a tutt*

ecco una nuova lettura sulla Biodinamica Craniosacrale e non solo, approfondimenti sulla pratica della Presenza e della meditazione oltre che della mindfulness. Vado di seguito a proporre un articolo di Rossella Denicolò, apparso sul sito della nostra associazione di Craniosacrale ACSI, di cui ne riporto alcune parti (il resto lo potrete leggere quì). Colgo l’occasione per utilizzare  estratti di questo lungo articolo  per aggiungere ed espandere i concetti  in modo da offrire maggiori informazioni utili sia a chi mi segue “pazientemente” e riceve i trattamenti di biodinamica CS, sia per chi partecipa alle mie sessioni di Ascolti Profondi durante le quali propongo questa pratica di presenza e consapevolezza. Pratica appunto che attinge da antiche tradizioni tantriche e che attraversando la psicologia transpersonale abbraccia concetti e  visioni della più recente Biodinamica Craniosacrale. Ringrazio Rossella per la chierazza con cui ha affrontato il tema mindfulness e ACSI che costantemente aggiorna con materiale nuovo e valido i suoi associati. buonavita Franco H. Mignone

craniosacral-staff

 

Una sala quadrata, con le pareti chiare e il pavimento di legno. Fuori dalle finestre ilmovimento delle foglie di grandi alberi secolari.  Sono seduta in cerchio insieme ad altri studenti di Craniosacrale Biodinamica del Karuna in Inghilterra. La giornata si apre con una meditazione. A condurla è Franklyn Sills, uno degli insegnanti di craniosacrale più apprezzati a livello internazionale che sarà in Italia il prossimo maggio per un seminario organizzato da ACSI intitolato Il Risveglio del Cuore.

Le giornate di un practitioner di craniosacrale biodinamica sono scandite come quelle di un monaco zen. Iniziano con una meditazione seduta o una meditazione in movimento, poi lo studio dell’anatomia e dei principi di lavoro. Anche la pratica sul lettino viene definita, in molti casi, un rituale. Un rituale basato sull’essere presenti a se stessi e all’altro nello spazio della relazione.
C’è silenzio e quiete nella sala quadrata del Karuna, uno spazio in cui è possibile imparare la presenza. “ In sanscrito il termine che definisce presenza è “sati” spiega Franklyn Sills. “Il Buddha, nei suoi primi discorsi, utilizzò questo termine in molti modi. La sua radice sanscrita ci richiama a una verità più profonda: l’essere presenti nel qui e ora. Il practitioner di craniosacrale impara a riposare nella verità del momento presente e a orientarsi al cliente da questa prospettiva. In questo modo il practitioner aiuta il cliente a sviluppare una presenza che è sensoria, orientata agli stati interni del corpo, alle sensazioni, agli stati d’animo e ai pensieri”.

Sati in inglese viene tradotto con Mindfulness, ed è uno stato di presenza che include tutto, uno stato di risveglio che permette alla persona di accogliere consapevolmente l’interezza del processo che sta emergendo. Sati, o mindfulness, o presenza, è il cuore dell’insegnamento buddista, ed è anche il cuore della pratica della Craniosacrale Biodinamica. “La via che conduce al superamento del dolore, della sofferenza, della pena è una pratica in cui vigiliamo nel corpo sul corpo, nelle sensazioni sulle sensazioni, negli stati d’animo sugli stati d’animo, nei pensieri sui pensieri”, diceva il Buddha 2500 anni fa in uno dei suoi discorsi più famosi, il Satipatthana Sutta, (the Foundation of Mindfulness). Secondo il Buddha, questa consapevolezza di sensazioni, azioni, pensieri, emozioni nel momento presente, è di per sé guaritrice.

E’ incredibile che ci siano voluti almeno 2500 anni perché anche la scienza Occidentale riconoscesse questa intuizione.
Oggi anche le accademie scientifiche riconoscono che le pratiche meditative orientate al presente attivano delle aree specifiche del cervello e questa attivazione determina un aumento significativo della densità sinaptica di quelle aree. In altre parole il cervello si trasforma letteralmente attraverso la meditazione, aumentando le connessioni in quelle aree.
Le scoperte di Richard Davidson (2004) per esempio, dimostrano che nelle persone che praticano ci sono cambiamenti funzionali in aree del cervello che permettono di regolare le emozioni in modo più efficace e ad aumentare la forza del sistema immunitario. L’area che in particolare viene coinvolta nelle pratiche orientate al presente è l’area orbitale prefrontale. Questa zona del cervello è responsabile di attività di integrazione corpo mente, di regolazione dello stress e del sistema nervoso autonomo. La modulazione della paura, l’empatia, l’equilibrio emotivo, sono tutte gestite, nei livelli più alti del cervello, dall’area orbitale prefrontale, l’area che si accende durante la meditazione.
Queste scoperte rappresentano una svolta fondamentale per tutte le discipline bionaturali e per gli approcci che sono orientati al qui e ora.

“E’ un cambio di paradigma molto profondo”, spiega Mike Boxhall, psicoterapeuta e insegnante di craniosacrale che abbiamo incontrato al termine della conferenza di ACSI a Ferrara. “Mi divenne chiaro dieci o dodici anni fa, che non si può andare indietro, nel passato, senza essere consapevoli del presente. E’ solo nel presente che possiamo incontrare il trauma, vedere cosa ti stai portando ancora dietro dal passato, e quindi lasciarlo andare. Molti pensano che la meditazione sia un modo per migliorarsi. Secondo me non è niente di tutto questo. La meditazione è un modo per essere pienamente nel presente. Lo stesso è per il Craniosacrale. Non è un sistema per guarire da qualcosa, come una medicina che si prende e il sintomo si risolve, ma un modo che ti riporta pienamente al presente. E’ lì che la persona ritrova il proprio potere”.
Una cosa che Boxhall ripete spesso suscitando a volte anche molto stupore, è che in quarant’anni di lavoro, lui non ha mai curato nessuno. Ha invece fornito le condizioni perché i clienti potessero ritornare in possesso del proprio potere. Queste condizioni si basano su alcuni principi di base condivisi nell’ambito della Craniosacrale Biodinamica: recettività, sostegno, ricevere la persona senza giudizio, ascolto. E il tempo. Il tempo di ascoltare dal cuore. Tutto questo orientato al presente.

Nelle sedute di craniosacrale si utilizzano anche competenze verbali molto specifiche che riportano continuamente il cliente all’esperienza che sta vivendo. Il lavoro non porta mai a uno sradicamento o a una fuga dal corpo. Come diceva il Buddha “presenti al corpo nel corpo, alle sensazioni nelle sensazioni”. In altre parole, la presenza ha bisogno di embodiment, come direbbero gli inglesi, di essere incarnata.
La semplice richiesta dell’operatore di notare cosa sta emergendo in tempo presente, di sentire nel corpo una risorsa, cosa succede nel corpo quando emerge un ricordo o un’ emozione, attiva una consapevolezza che può contenere stati di attivazione sempre più alti. Il cliente impara così a ritrovare velocemente uno stato di equilibrio in tutti i momenti della sua vita, anche di fronte ad eventi molto stressanti.(segue, vedi link a inizio articolo)

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