Riconnettersi ( un omaggio a H.D. Thoreau e al Tantra)

In una moltitudine di messaggi, di informazioni, stimoli, urgenze ed impegni l’uomo moderno è perennemente in uno stato di profonda trance, di condizionamento ipnotico, all’interno di un vortice di cui non vede l’uscita. In questo vorticare, l’uomo ha perso la parte più importante di se stesso, la parte che lo collegava ad una natura semplice e primordiale…ad una forza vitale. L’uomo sente, sa che nella sua esistenza manca qualche cosa, ma non sa riconoscere questo presentimento. Non sa come riconnettersi a questo richiamo, perchè non  c’è più tempo per fermarsi, per stare in ascolto, semplicemente per non “fare” nulla. L’uomo non sa più come trovare i mezzi per riconnettersi ai principi universali, all’energia . Ma tutto questo non è perduto per sempre. E’ assai difficile rimanere insensibili al fascino di un tramonto, di una cascata, di una cima coperta di neve, di un prato in fiore o di un temporale, spettacoli che risvegliano gli aspetti più profondi del nostro essere, quelli più spontanei e vitali, legati a quella parte di noi stessi che non è ancora stata addomesticata, né “civilizzata”.
Se la città è la conseguenza e l’espressione della parte più tecnologica e razionale dell’essere umano, la natura ne rappresenta la componente opposta e complementare, quella più antica, spontanea e allo stesso tempo selvatica e culturale, intuitiva. La natura possibilmente non contaminata, non progettata ne soffocata può rappresentare una risorsa a cui riconnettersi (senza “protesi hight tech” o finalità estreme), dove immersi nel silenzio si possa ascoltare il battito del nostro cuore
Nella semplice immersione a contatto con l’ambiente vengono riattivate le energie vitali, finalmente libere di fluire, senza gli impedimenti causati da tutte quelle sovrastrutture artificiali ormai parte integrante dell’ambiente urbano. Camminando a piedi nudi sull’erba, toccando e abbracciando il tronco di un albero secolare, appoggiandosi, o semplicemente respirando a pieni polmoni aria pulita, ci si ricarica fisicamente ( grazie alla presenza di ioni negativi) Ma l’effetto rivitalizzante non si limita al benessere fisico, l’incontro con gli elementi primari, con gli spazi ampi, con un mondo di varietà e complessità, risveglia nell’animo umano una vasta gamma di percezioni sensoriali, di emozioni, sentimenti e immagini che permettono di entrare così in contatto con la totalità del proprio essere, risvegliando contemporaneamente la consapevolezza di fare parte di un insieme più vasto ( noi siamo in contatto con il Tutto) e attivando una diversa modalità di percezione della realtà, quella spontanea e intuitiva. E’ proprio nella natura che più facilmente si risveglia la componente sacra (o se vogliamo spirituale) dell’uomo, quasi per risonanza, in risposta al manifestarsi libero e creativo dell’energia vitale, e al rivelarsi di un principio Unico e assoluto nelle infinite forme della vita. ( vedi tantrismo shivaita). Due polarità strettamente collegate, dunque, ed entrambe molto sacrificate nell’ambito della vita che  conduciamo nella civiltà contemporanea, così lontano dal mitico “cammino delle nuvole azzurre” di cui parla il taoismo, così lontano dalla bellezza estetica e tattile della “via dello spazio e della luce” del tantrismo shivaita, due vie simili con forti analogie ma entrambe orientate ad una vita semplice, a contatto con la natura e con la consapevolezza della realtà del momento, dell’Essere anziché del fare.

…Bene con questo articolo di fine 2014 si conclude un anno, ma anche un ciclo…Quindi è mio desiderio che questo articolo assuma una dimesione “gestaltica” ricongiungendosi al primo da me scritto nel 2010, entrambi con espliciti riferimeti a Thoreau, a mio parere un grande “maestro tantrico” che, senza prevederlo, sta ancor oggi influenzando (positivamente) il pensiero di molte persone.

lord siva

Il nuovo ciclo  prima di ripartire avrà bisogno di tempo,  di tempo per riordinare idee e contenuti…di tempo per riflettere…e così questo inverno credo sia l’ideale per scendere nelle profondità…  a contatto con la natura sotterranea dell’Essere per poi riemergere a primavera con nuova linfa e progetti.

Per ora buona vita da Franco il Tantrika

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