Meditazione effetti fisiologici e sottili: il modello fisio-kundalini di Bentov e Sannella

Il testo qui proposto è un estratto parziale di un importante storico studio di Itzhak Bentov (1923 – 1979) sugli effetti della meditazione. Precisamente sulla sua manifestazione attraverso la Kundalini e sui suoi effetti sul corpo umano. Esperienza tanto potente e misteriosa da essere considerata da alcuni una forma di disturbo psicologico. Credo di fare cosa gradita a coloro che si interessano approfonditamente di meditazione, di yoga oltre a ogni ricercatore e psiconauta che stia compiendo un lavoro su se stesso. Inoltre, suppongo, che questo articolo possa anche incuriosire molti terapeuti olistici, fornendo loro dati scientifici che non sempre fanno parte del bagaglio di conoscenza di questa categoria; non per ultimi, e soprattutto, affascinerà certamente i craniosacralisti (come me) ed i cugini osteopati. Buona lettura Franco H. Mignone

Vi segnalo inoltre che all’interno del libro “The Kundalini Experience – Psychosis or Transcendence” di Lee Sannella: è stato riportato un interessantissimo articolo di Itzhak Bentov che potrete leggere cliccando qui: lesperienza-della-kundalini-di-lee-sannella   L’autore del libro, medico psichiatra, condusse le sue ricerche negli anni 70 e 80 per poi arrivare a  pubblicare nel 1987 il suo libro, appunto  una relazione accurata sulla ricerca scientifica della tanto nominata, ma comunque sconosciuta, energia Kundalini.

Ma ora di seguito vi vorrei proporre il primo testo riguardante gli studi di Bentov sugli effetti fisiologici  di risonanza nel corpo e all’attivazione energetica sottile dei vari centri di energia (chakra).

itzhak-bentov

Il modello di Itzhak Bentov
di Risonanza Cuore-Cervello nella Meditazione

La meditazione produce effetti fisiologici nel corpo che sono stati  documentati dai ricercatori di vari centri. Questo in aggiunta all’attivazione energetica sottile dei vari chakra. Scienziati dell’Università Europea di ricerca Maharishi hanno dimostrato che coloro che meditano da lungo tempo mostrano una maggiore coerenza delle onde cerebrali tra l’emisfero destro e quello sinistro durante le sedute di Meditazione Trascendentale; cioè l’attività elettrica cerebrale, generata dai due emisferi di questi meditanti, funziona con maggior coerenza di quella dei non meditanti. In modo indiretto le onde elettriche del cervello riflettono l’attività cerebrale; la coerenza dell’attività delle onde cerebrali può essere compresa meglio se esaminiamo la differenza tra la luce coerente dei laser e quella incoerente di una candela. Quando le onde luminose sono indotte a muoversi sincronicamente, come un raggio laser, l’amplificazione di energia è notevole; un aumento di coerenza dell’attività cerebrale può produrre cambiamenti simili nell’azione più coerente e diretta dell’energia mentale. Una maggiore interazione e coordinazione tra i due emisferi cerebrali, come rilevato in meditanti da lungo tempo, è stata associata anche con maggiore creatività e flessibilità di pensiero.

Una lunga pratica di meditazione yoga è stata messa in relazione con un maggiore controllo del sistema nervoso autonomo; Yogi come Swami Rama ed altri hanno dimostrato agli scienziati occidentali la loro capacità di regolare selettivamente l’attività cardiaca, la temperatura della pelle ed il flusso sanguigno. Studi più recenti hanno mostrato che particolari pratiche di meditazione yoga hanno effetti terapeutici positivi su individui con patologie varie, come per esempio l’asma. Pazienti asmatici che praticano pranayama, una speciale tecnica respiratoria, ed altre tecniche yoga, hanno mostrato attacchi d’asma più distanziati, respiro meno corto, e maggior controllo sulla respirazione.

In generale, la meditazione produce straordinari cambiamenti nel corpo, sia immediatamente che nel tempo, confermati da vari scienziati. Un ricercatore particolare che ha portato nuove informazioni sulla fisiologie della meditazione è Itzhak Bentov (1923 – 1979); come praticante di Meditazione Trascendentale da lungo tempo, Bentov ha cercato di capire come il corpo cambia durante la pratica della meditazione. Utilizzando una speciale apparecchiatura elettrica di misurazione, conosciuta come ballistocardiografo, Bentov ha rilevato dei particolari cambiamenti nell’attività cardiaca e cerebrale duranti gli stati profondi di meditazione.

I risultati delle sue ricerche hanno fornito un modello, chiamato modello fisio-kundalini, che mostra come la meditazione, attraverso un collegamento specializzato tra il cuore ed il cervello, può alla fine causare cambiamenti durevoli nel funzionamento del cervello e del corpo. Bentov ha scoperto, nel meccanismo del corpo fisico, un sistema di oscillatori ritmici accordati che, in meditazione, vengono guidati dalle pulsazioni provenienti dal cuore. Il ricercatore ha notato che, nella persona in meditazione profonda, vi è una pulsazione ritmica del corpo, su e giù, misurata dal ballistocardiografo: durante la meditazione, la lenta , ritimica micro-oscillazione di tutto il corpo diventa regolare e pronunciata e, come il ciclo del respiro cambia, anche il ritmo dell’attività cardiaca si modifica. È risaputo che quando il cuore si contrae si forma un’onda di pressione del sangue nell’aorta (l’arteria più grande del corpo dove scorre il sangue in uscita dal cuore); quando quest’onda arriva alla biforcazione aortica (la sede in cui la grande arteria si divide nelle due piccole che vanno alle gambe) vi è un’onda riflessa che risale l’aorta in senso inverso.

Bentov ha scoperto un inusuale circuito di retroazione (feedback) tra la biforcazione aortica ed il cuore che, durante la meditazione profonda, regola sia il ciclo dell’attività cardiaca che il ritmo del respiro; quando l’onda di pressione proveniente dal cuore raggiunge la biforcazione aortica, al cuore arriva un segnale per iniziare il nuovo battito proprio nel momento in cui il fronte dell’onda di ritorno raggiunge la valvola aortica. Questo significa che vi è un fronte d’onda che contemporaneamente arriva e parte dallo stesso punto; quando la cadenza degli impulsi di pressione che viaggiano lungo l’aorta coincide o è in fase con le onde riflesse, si ha un’onda stazionaria. L’attività di queste onde corrisponde ad una frequenza di circa 7 Hertz (cicli al secondo); questo sistema oscillatorio di onde è la causa del movimento ritmico individuato da Bentov nei meditanti avanzati.

Il sistema oscillatorio cuore-aorta, è il primo di una serie di oscillazioni che vengono attivate durante il processo meditativo; gli oscillatori sono attivati in serie, in modo tale che quando viene attivato il primo anche gli altri si mettono in moto per risonanza. Il movimento del corpo su e giù fa sì che le ossa della volta cranica a loro volta oscillino allo stesso modo; anche se molto piccole, queste oscillazioni sono in grado di produrre cambiamenti misurabili nel sistema nervoso: i movimenti della testa creano piccoli impatti del cervello contro la volta cranica in entrambe le direzioni, che a loro volta causano onde acustiche piane (e probabilmente anche onde elettriche) che riverberano nello spazio della cavità craniale contenente il cervello.

Le onde acustiche all’interno della volta cranica convergono nelle cavità ventricolari, piene di liquido, del cervello. È interessante notare che le vibrazioni risultanti, trasmesse al tessuto cerebrale circostante, vengono condotte ai nervi dell’orecchi medio, dando luogo ai “suoni interni” frequentemente uditi dai meditanti; l’identificazione delle frequenze di questi suoni ha mostrato straordinarie somiglianza con le previsioni fatte da Bentov (basate sul modello oscillatorio).

Nel cervello la corteccia sensoriale è collegata alle varie parti del corpo; queste aree sono disposte in sequenza, così che l’area di materia grigia che processa le sensazioni provenienti dai piedi è adiacente all’area che corrisponde alle gambe e così via per tutte le altre parti del corpo. Quindi quando le vibrazioni sonore provocano la stimolazione meccanica del tessuto cerebrale, questo attiva i nervi entro la corteccia sensoriale; l’onda dello stimolo elettrico attraverso la corteccia passa dalle dita dei piedi alla caviglia, al ginocchio, all’anca, al tronco e su fino alla testa, ritornando alla fine in modo ciclico al punto di origine. È noto che l’emisfero destro elabora sensazioni provenienti dalla parte sinistra del corpo e viceversa; poiché il processo meditativo sembra influenzare l’emisfero destro più che il sinistro, queste sensazioni spesso cominciano nel lato sinistro del corpo.

In realtà l’ipotesi di Bentov, che sui meditanti avanzati la meditazione produce uno stimolo elettrico che riverbera in forma circolare attraverso la corteccia sensoriale, fu creata per spiegare la serie di sintomi nella parte sinistra del corpo avvertiti da vari meditanti. Il Dr. Lee Sanella ha studiato numerosi individui, meditanti da lungo tempo, che lamentavano dolori che spesso incominciavano nel piede sinistro e salivano lungo il corpo; molti accusavano strane sensazioni e dolori acuti che, partendo dai piedi, salivano lungo le gambe e la schiena fino al collo; altri descrivevano rumori fragorosi e fischi nella testa, seguiti da una brillante sensazione di luce che invadeva l’essere e davano sensazioni di completa felicità.

Il Dr. Sanella parla di questa progressione di sintomi come sindrome o complesso fisio-kundalini. In alcuni casi persone che non erano meditanti sperimentati, ma che stavano avendo potenti esperienze psichiche come risultato del risveglio “spontaneo” del kundalini, avevano sperimentato lo stesso tipo di dolori nella parte sinistra del corpo e sensazioni strane. Sanella suppone che i sintomi spiacevoli, sperimentati da meditanti ed altri con questa sindrome, siano in qualche modo collegati all’attivazione dell’energia del kundalini.

Il modello di Bentov della risonanza cuore-cervello durante la meditazione ed i suoi effetti sulla corteccia sensoriale è stato usato per spiegare come i dolori ai piedi possano essere causati dalle energie kundalini. La progressione dei sintomi sarebbe in parte dovuta al risveglio delle forze kundalini che, dal chakra della radice, risalgono la via interna al midollo spinale per raggiungere il chakra della corona. Durante questo processo vengono sciolte ed eliminate impurità e blocchi nei chakra; alcuni hanno paragonato il kundalini ad una corrente elettrica che passa in un filamento sottile; quando l’energia si muove attraverso zone di resistenza si genera luce e calore, come in una lampadina elettrica. I blocchi a livello dei chakra sono aree di aumentata resistenza al flusso energetico che devono essere sciolte, così che la corrente possa percorrere l’intero circuito fino al chakra della corona.

Si pensa che, oltre agli stress emotivi della vita rinchiusi nei vari chakra e nelle relative zone del corpo, vi siano blocchi energetici corrispondenti nel tessuto stesso del cervello; nel modello di Bentov, quando la corrente indotta incontra aree di resistenza al flusso energetico nel tessuto cerebrale della corteccia, il segnale continua a pulsare finchè non riesce a passare nella zona vicina; questo processo continua fino a che l’intero circuito cerebrale è percorribile dal flusso dell’energia. Nell’area del blocco la pulsazione crea nella persona una sensazione di dolore corrispondente alla zona fisica del corpo; benché la sensazione abbia origine nella corteccia sensoriale, il dolore sembra originare dal corpo fisico (ad esempio dai piedi).

Continuare con la meditazione aiuta a completare l’anello di energia nel tempo e, una volta che il circuito si ripete in maniera ciclica e ripetitiva, la corrente diviene più forte. Le zone del cervello adiacenti al percorso della corrente fanno parte del sistema limbico, che comprende aree conosciute come centri del piacere; infatti, se queste zone profonde del tessuto cerebrale sono artificialmente stimolate, producono sensazioni di estremo piacere.

Bentov ipotizza che, quando il percorso della corrente attraverso la corteccia sensoriale è completato e tutti gli stress sono eliminati dal circuito, il flusso dell’energia nel suo viaggio circolare stimola i centri del piacere adiacenti; il ricercatore suggerisce che questa può essere la causa delle sensazioni di piacere e di felicità sperimentate da meditanti che, da molti anni, praticano giornalmente la meditazione.

Bentov suggerisce anche che vi possano essere casi di attivazione spontanea del processo fisio-kundalini, causati in parte dall’esposizione cronica a stimolazioni acustiche (condotti dell’aria condizionata), meccaniche (sospensioni delle automobili), o da campi elettromagnetici (elettrodomestici) simili in frequenza a quelli creati dal processo meditativo (da quattro a sette cicli al secondo). L’effetto cumulativo di questo stimolo vibratorio può fare  iniziare la sequenza fisio-kundalini in individui con un sistema nervoso particolarmente sensibile. Oltre a questi casi dovuti a stimolazione da parte di energie ambientali, l’attivazione spontanea può verificarsi a causa della prematura apertura ed attivazione dei chakra da parte  del kundalini ascendente prima che il sistema nervoso sia in grado di integrare l’incremento di energia, come normalmente accade con la meditazione prolungata. Bentov crede che individui affetti da questo tipo di attivazione spontanea, al contrario dei meditanti, siano persone con più probabilità di sperimentare seri e durevoli sintomi.

La meditazione giornaliera è un mezzo naturale con la quale le persone possono sciogliere gli stress accumulati durante la vita nel corpo fisico e in quelli sottili, aprire i canali dell’espressione creativa e mettersi in risonanza con livelli energetici superiori; attraverso i suoi effetti sul sistema nervoso, il kundalini elimina gli stress dal complesso corpo-mente quando compaiono, evitando così l’accumulo. Eliminati i vecchi stress nel cervello, si creano nuove vie di attività neurale, cioè il vecchio cervello si riorganizza in modo tale da creare nuovi percorsi per processare energie ed informazioni che aprono nuove abilità e potenzialità.

Bentov teorizza che la connessione tra meditazione e processo fisio-kundalini porti ad un collegamento più forte e consapevole tra il sistema nervoso autonomo e quello cerebrospinale. Processi autonomi inconsci come il respiro, l’attività cardiaca ecc. sono portati quindi sotto il controllo della corteccia e della mente conscia, come è stato dimostrato a scienziati occidentali da  quegli yogi che riescono a controllare l’attività cardiaca o il flusso sanguigno. Bentov descrive un percorso del kundalini che parte dalle dita dei piedi, percorre le gambe, la spina dorsale, risale il collo, passa sul viso e continua lungo la parte frontale del corpo. È interessante notare che questo percorso è diverso da quello classico della letteratura yogica indiana, ma è simile all’Orbita Microcosmica, un percorso del flusso energetico dei meridiani di agopuntura descritto nei testi esoterici taoisti di yoga.

Tra breve, quando vi saranno apparecchiature più sofisticate per misurare le energie sottili usate unitamente alle osservazioni dei sensitivi, si capiranno molto meglio gli effetti fisiologici e frequenziali prodotti dalla pratica giornaliera della meditazione e dall’attivazione delle forze kundalini. Forse ricerche future confermeranno gran parte del modello di Bentov per quanto riguarda i cambiamenti misurabili nel cervello umano.

È importante capire, comunque, che la meditazione produce molti cambiamenti sia a livello fisico che a quelli frequenziali più alti dell’anatomia multidimensionale dell’uomo. Il modello di Bentov fornisce una descrizione “fisica” dell’attività del cervello ed una comprensione di alcuni dei fenomeni prodotti dai meccanismi di eliminazione dello stress presenti nel sistema nervoso. Il suo modello ci offre anche una prospettiva inedita sulla speciale relazione vibrazionale tra il cuore fisico ed il cervello presente durante la meditazione profonda.

Oltre agli effetti sul circuito cerebrale, la sincronizzazione dell’attività cardiaca e polmonare e l’attivazione dei chakra, la meditazione ha un profondo effetto sull’evoluzione della coscienza umana. Attraverso la meditazione, molti segreti nascosti alla mente conscia possono essere rivelati; tra questi vi sono le lezioni che l’individuo ha scelto di imparare durante la sua vita. scoprendo queste lezioni ed i blocchi, per comprendere i quali la personalità fisica ha dovuto lottare, ogni individuo può imparare il modo migliore per affrontare il suo lato emotivo, mentale e spirituale. Quando i blocchi della percezione si dissolvono e si cambiano comportamenti errati, le malattie che sono state create a livelli frequenziali superiori possono essere guarite o migliorate considerevolmente. Quando l’umanità inizierà a prestare più attenzione alla funzione dei chakra ed al loro legame con lo sviluppo e la manifestazione della coscienza umana, vi sarà un notevole cambiamento nel modo in cui la malattia sarà concepita e trattata dai medici-guaritori del futuro.

Punti chiave da ricordare

  1. I chakra principali sono trasformatori specializzati di energia che assorbono l’energia sottile e la distribuiscono alle ghiandole principali, ai centri nervosi ed agli organi del corpo
  2. La funzione dei chakra è collegata ai vari aspetti della coscienza ed in special modo alle emozioni, che influenzano il flusso di energia attraverso questi centri. Quando il corpo emozionale dell’individuo ha un disturbo causato da problemi emotivi, questo disturbo si trasforma in un flusso alterato di energia sottile attraverso un chakra particolare.
  3. Ciascuno dei sette chakra ha una particolare attività emozionale e spirituale che condiziona il suo funzionamento. Quando un individuo ha un significativo blocco emotivo in uno di questi aspetti, può derivarne una disfunzione del chakra. Tale disfunzione causa una mancanza di energia sottile nutritiva nella zona del corpo (con gli organi e le ghiandole collegate) alimentata da questo chakra. Se il blocco del chakra è cronico, ne possono derivare squilibrio cellulare e malattia.
  4. Lo squilibrio probabilmente più critico interessa il chakra del cuore, in quanto opera sull’amore verso se stessi e verso gli altri. Questo chakra fornisce energia sottile nutritiva all’organo fisico ed alla circolazione in generale, ai polmoni ed al timo; quindi la disfunzione cronica di questo chakra può contribuire a cardiopatie, infarti, malattie polmonari e ad insufficienze immunologiche che posso aprire la porta a invasioni batteriche, virali e cancerose.
  5. Poiché i chakra forniscono energia agli organi in formazione del feto come a quelli degli adulti, importanti blocchi emotivi non risolti ereditati da vite passate possono talvolta risultare in patologie congenite legate al karma. Queste malattie possono manifestarsi nell’infanzia o più tardi nella vita. La meditazione è un metodo importante per aprire, stimolare e ripulire i chakra, specialmente se praticata unitamente a forme attive di visualizzazione.
  6. Il chakra di base (o della radice) è la sede della naturale e potente energia chiamata kundalini. Questa energia fluisce naturalmente come risultato di meditazioni giornaliere ed ha il potere di stimolare ed allineare i chakra principali ai centri superiori, favorendo l’evoluzione spirituale e l’illuminazione.
  7. Itzhak Bentov, il Dr. Lee Sanella ed altri hanno individuato una serie di problemi fisici che si collegano a stress non risolti ed alle loro conseguenze sul naturale svolgimento del percorso del kundalini.
  8. I ricercatori hanno definito queste patologie fisiche sindrome fisio-kundalini; la sindrome è frequentemente osservata nei meditanti, ma può anche manifestarsi spontaneamente.
  9. Bentov ha individuato nel corpo una serie di vibrazioni cicliche che si attivano durante la meditazione. Per mezzo di uno specifico meccanismo di feedback tra cuore ed aorta, le micro-oscillazioni del corpo prodotte durante la meditazione sono trasformate in stimolazioni elettro-acustiche di certe vie all’interno del cervello.
  10. Secondo il modello di Bentov, dopo ripetute sedute di meditazione per un periodo di anni, si instaura una corrente circolante nell’area senso-motoria della corteccia che gradualmente elimina vecchi stress presenti nel tessuto cerebrale. È probabile che i sintomi sperimentati da alcuni meditanti siano causati dall’eliminazione di questi vecchi stress nel cervello.
  11. Col tempo e con ripetute meditazioni, si instaurano nuovi collegamenti neuronali che prevengono il riaccumulo dei danni da stress e promuovono la stimolazione dei centri del piacere all’interno del cervello. Così, secondo la visione di Bentov, l’azione della meditazione e del kundalini è un meccanismo naturale di eliminazione dello stress.

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