1. ESSERE PRESENZA – Essere Ascolto

Attraverso le frasi riportate più avanti si potrà comprendere il senso e la scelta della maggior parte dei contenuti di questo sito. Quì è possibile riconoscere l’embrione  che ha ispirato il progetto di Ascolti Profondi.

Franco H. Mignone

Potremmo iniziare chiedendo: Cosa si intende per Essere Presenza – Essere Ascolto?  

“Se non ci sono più Maestri in Occidente è perché non ci sono più dei veri discepoli. A quel punto rimane l’Ascolto. Il Maestro su un certo piano non fa altro che trasporre l’insegnamento e questo l’ascolto lo fa ugualmente. Chi non incontra dei Maestri, da un certo punto di vista, è perché non ne ha bisogno. Non ci sono più Maestri in Occidente, allora ciò che resta è l’Ascolto.

Adottare un tappeto da yoga funzionale e poi sedersi senza fare nulla e veramente non fare nulla, smettere di inventarsi un passato e un futuro. A quel punto ci si ritrova nello stesso stato d’animo del primo yogi. Il primo yogi non aveva guru altrimenti non sarebbe stato il primo. Cosa ha fatto allora il primo yogi? Ha ascoltato. Il punto è ritornare a questo Ascolto originario. La tradizione dello yoga è inscritta nel corpo, non è scritta nei libri, è inscritta nell’Ascolto. Se ritrovo questo Ascolto avrò la trasmissione diretta. Tutte le altre trasmissioni, in fin dei conti, sono sempre approssimative. In poche parole: il Guru è l’Ascolto. Ciò che è formulato nei testi antichi non deve essere preso alla lettera.

Se si pone la parola Ascolto al posto della parola Guru, ogni testo diventa chiaro. Ma colui che si mette alla ricerca di un guru, un grande guru non troverà nient’altro che la sua intenzione. Se si ha la fortuna di imbattersi in un vero guru, che si renda conto di come funziona un discepolo, a quel punto ha luogo la trasmissione, che non è dunque da un Maestro a un discepolo, ma è direttamente dalla realtà, dalla visione del nostro modo di funzionare. L’India ha formulato in maniera rituale, decorativa, questa trasmissione, ma la trasmissione è il Silenzio verso il Silenzio e questo non richiede altro che smettere di pretendere un futuro. Ad ogni buon conto, questa è la linea che insegnava Jean Klein.” Eric Baret Maestro contemporaneo di Yoga non duale del Kashmir.

Ed allora andiamo a leggere cosa diceva Jean Klein a proposito dell’Arte dell’Ascolto”

“lo Yoga vi conduce a una specie di attenzione, alla tranquillità, e un corpo tranquillo riflette una mente tranquilla. Ma naturalmente potete arrivare ad un corpo ed a un mentale pacificati anche senza lo yoga. Chi ha la capacità di Ascoltare non ha necessariamente bisogno di praticare Yoga”

“Quando familiarizzate profondamente con il Puro Ascolto, esso vi conduce al di fuori del tempo. Per usare una formulazione psicologica, da un ascolto situato oltre il tempo emergono il subconscio e il surconscio. Tutta la vita galleggia. Se si ascolta qualcosa che è completamente senza tempo, l’ascolto non ha riferimenti, perchè non vi può essere un riferimento al non oggettivo. Così ciò che si ode rimane in noi e riconduce al puro ascolto”

“L’Ascolto dovrebbe essere libero da preconcetti, privo di ideazione, di immaginazione o di una conoscenza che potrebbe ostacolare il percepire. Altrimenti si ascolterebbero soltanto le proiezioni, ciò che è già conosciuto”.

Domanda: E’ vero che quando si vive il Silenzio, si è costantemente nella Gioia?

Jean Klein (con un largo sorriso): Si.

logo_traspAscolti Profondi: Essere Presenza  Essere Ascolto

In poche parole è un’Arte, una pratica sensoriale sviluppata con Ascolto Profondo di Se, Presenza e la Quiete attraverso il respiro, il  silenzio. Una filosofia pratica dove prevale l’aspetto di rilassamento meditativo anziché quello dell’esecuzione delle figure fisiche (asana) ed è sicuramente più facile sperimentarlo che descriverlo.

“L’Ascolto Profondo soprattutto  è un gesto, un’ asana mentale, quello di predisporsi ad Ascoltare nella totale Presenza di Corpo, Mente e Anima” 

L’Ascolto è  la semplicità naturale di saper stare con se stessi, di riposare nel momento presente. Se ne esplora la dimensione sconosciuta, il rapporto, gli effetti sensibili nel nostro corpo e nella nostra mente… Ed è attraverso questo gesto che il praticante viene accompagnato adeguatamente nell’esperienza, chiave di accesso per raggiungere il “Cuore della Quiete e della Consapevolezza”…che sono il portale indispensabile per entrare nello stato di meditazione.

Se vogliamo concettualizzare questa affermazione, lo scopo ultimo di questa Pratica è “nutrire la Vita”,  dimorare nel vuoto e nel nulla dirigendo i pensieri alla tranquillità e alla non-azione; per entrare nello Stato di Quiete libero da ansie,  tensioni, emozioni, desideri e preoccupazioni. Franco Il Tantrika

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