Mauna: il silenzio interiore

 mauna Sanscrito Mauna

Mauna è il silenzio dell’ascolto della dimensione dell’essere. Il silenzio, lo stato del Muni del meditante silenzioso, del mistico; è la condizione, lo stato di coscienza nel quale l’Unione (Yoga) può veramente realizzarsi. Il silenzio omnicomprensivo del Sé; il silenzio che esprime e simboleggia la Coscienza dell’Assoluto (Paramashiva), cioè la consapevolezza dell’identità della Coscienza individuale con la Coscienza di Shiva il quale (silenzio) s’instaura all’estinzione di ogni relatività (nirvana, asamprajnata-samadhi). Mauna è il silenzio come ascolto di noi stessi, della nostra voce interiore. È la presenza alla vibrazione interna è l’ascolto delle energie dentro e fuori. È uno stato ampio di benessere, di ritorno al centro dell’armonia. Il silenzio Mauna non è concentrazione o memorizzazione o ricerca…ma bensì “abbandono” all’accadere della realtà così come essa è, senza nostre interpretazioni, un fluire nell’ascolto dell’autenticità. In India e in oriente in generale Mauna rappresenta la parte della meditazione, o meglio, di “Dhyana” nella tradizione yogica meditativa basata sul “silenzio interiore”.

DHYANA MAUNA: la meditazione del Silenzio

Mauna è uno stato di quiete mentale dove le voci della propria personalità, del vivere quotidiano o dei legami sociali, vengono placate. Tali voci rappresentano un rumore costante che non permette l’ascolto della nostra vera essenza e del nostro io più profondo: il Sé. In ultimo approccio Mauna diventa una porta per l’accesso ad una reale visione delle cose con la propria fonte di chiarezza e intuizione. Il primo ostacolo alla fruizione di Mauna sono le istanze abitudinali fisiche o mentali (Vritti) che escludono l’intervento di uno stato sereno e quieto del vivere, per favorire una fibrillazione costante della mente e dell’angosciata ricerca mentale. Questo flusso incalzante di pensieri, emozioni, ricordi, regole e “istruzioni” ereditate, rappresentano un labirinto per la nostra vita, senza chiarezza del senso e dei valori autentici. Inoltre l’identificazione in un “ego” porta a una difesa dei confini, alla lotta con tutti e con tutto, con risultati come contrasti, guerre, razzismi, angosce ed infine autodistruzione. A tutto questo si oppone l’energia del silenzio: Mauna Shakti. Mauna è infatti, anche un vettore di energia, o “Ki”, o “Prana”, o “Orgone”, o “Energia Quantica” che permette di unificarsi in armonia con lo stato delle cose e la loro energia. Lo stato di unione o “Oneness” o “Akasha” con l’energia universale o cosmica, con le dinamiche energetiche personali e dell’intera umanità, spinge a coinvolgere se stessi in un viaggio reale di benessere e armonia col tutto. Lo stato della persona in Mauna è uno stato di pace, chiaro, cosciente e quindi anche trascendente il normale mentale. Lo stato di pace esperienziato si chiama “Shantim” e per Abhinavagupta è “Shanta Rasa” il nono Rasa (essenza fluida, elisir, anche uno dei 5 Tanmatra o elemento sottile all’origine della materia). Mauna (il silenzio volontario)  produce l’accumulo di grande energia dentro al “tattva del vak” (vedi 36 tattva della Tradizione kashmira). L’energia di questo stato, rinnova la propria vita e le relazioni in benefico sviluppo di benessere e positività (anche salute e guarigione). Mauna è in ultima istanza l’accesso autentico alla nostra consapevolezza e quindi libertà.

 Presso la tradizione del Tantra, la più vicina alla radice primordiale, la forma più alta e esauriente di insegnamento è il silenzio (Mauna): il liberato (Jivamukti), il Muni, irradia la propria reazione spontaneamente e silenziosamente, come una fiamma il suo calore.

 “riponi la mente nel cuore fino a quando non sia resa al silenzio”

Praticando Dhyana Mauna si attua, “agendo senza fare” la dissoluzione dell’Ego nel silenzio. Nel silenzio e nell’ascolto sorge il puro sguardo, esso si manifesta quando “tu non sei”, cioè quando si realizza il venir meno dell’idea di te stesso, così l’Ego si riassorbe e l’idea egoica si estingue.

“Se tu non Sei, Vedi”

Vedere attraverso uno sguardo puro è gesto d’umiltà silenziosa, è osservare tutte le forme di agitazione e il movimento della vita cessando d’intervenire, di voler modificare, di voler portare cambiamenti, con umiltà e semplicità. La semplicità è nel silenzio, la semplicità è nel puro sguardo.

Entare nella dimensione del Silenzio

Osservando la complessità, attraverso l’armoniosa tranquillità del nostro “modello di ascolto”, del nostro sguardo senza sforzo, gradualmente percepiamo la densità che grava sulla mente. Lasciamo che la quiete ed il silenzio si espandano, sottraendo il pensiero ed il corpo ad ogni attività si realizza la perfezione assoluta. In questa condizione non si può essere turbati da nessuna tentazione di attività. Nell’espansione dell’ascolto, riposando nella presenza dell’essere, noi andiamo a riempire, ciò che è complesso, di quel vuoto che è l’essenza della semplicità, che è la naturalità del vero Sé. Stare in solitudine, contemplando gli spazi di nulla, sostando in un silenzio voluto apriamo un nuovo stato di coscienza simile ad uno stato di sonno ma al tempo stesso vigile; l’irrequietezza interiore si acquieta e depone.

Il silenzio è la metafora esplicita di un’introflessione (Pratyahara) dell’Io verso spazi ignoti, è ascolto di sé, dello straniero che “io sono” per me stesso. Il silenzio è un venire a sé, un arrivare ad essere ciò che siamo. È il luogo della nascita, dell’abitare, del donarsi. Attraverso l’ascolto del silenzio, interrotto dal suono del respiro abbiamo il presentimento di noi stessi. La mente in quiete, il corpo immobile e calmo, la propria sensitività percepisce le vibrazioni del silenzio. Conoscere se stessi è un movimento verso noi stessi: è conoscere ciò che non si è. L’ego è una rete di energia bloccata, è irrigidimento. Quando l’ascolto è innocente come quello di un bambino, la vi è un’apertura, un fiorire del movimento dell’energia. Ascoltare è sullo sfondo di tutto ciò che appare: è silenzio, è sguardo silenzioso.

“Nessun pensiero in particolare può rappresentare lo stato naturale della mente (dell’essere), solo il silenzio. Non l’idea del silenzio ma il silenzio in sé (mauna). Quando la mente si trova nel suo stato naturale, torna spontaneamente al silenzio dopo ogni esperienza. O meglio ogni esperienza avviene sullo sfondo del silenzio” Sri Nisargadatta Maharaj: Io sono quello

il silenzio Mauna

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